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A mente aperta

Una sequenza anukalana per far emergere la creatività che è in noi

di Jacopo Ceccarelli

foto di Alberto Vezzani

 

A mente apertaSecondo il Tantra, la cultura originaria dell’India da cui nasce lo yoga, la creatività ha origine in un livello profondo della mente ed è un atto fondamenta le per la sopravvivenza dell’essere umano. Aiuta a evolvere, a progredire, a trovare soluzioni, a trasformare e riutilizzare ogni cosa. Proviamo a immaginare una civiltà priva della creatività: incapace di trovare scelte di nutrimento nel corso delle ere, come potrebbe adattarsi al ciclo atmosferico dei vari periodi geologici? La natura ci ha dotato di meccanismi fisiologici per attivare in modo istintivo questa risorsa. In condizioni di stress, infatti, le ghiandole surrenali rilasciano il cortisolo che inibisce momentaneamente le funzioni corporee non indispensabili, per attivare risorse fino a quel momento sopite. Le pupille si dilatano come per vedere di più e la mente coglie l’intera situazione del momento attraverso una più ampia visione d’insieme che offre intuizioni e soluzioni creative utili per andare oltre l’ostacolo. Un vero attacco di creatività.

 

La mente sopramentale

La mente, nei suoi diversi livelli, è stata studiata a fondo nell’ambito della cultura indiana. Anandamurti (1921 -1990), Maestro di tradizione tantrica vissuto nel secolo scorso, nei suoi saggi ha rivelato il senso di questa millenaria indagine e ha esposto una dettagliata descrizione delle qualità che caratterizzano la mente. La creatività in sanscrito è identificata con Atimanasha Kosha (Kosha, involucro, livello + Atimanasha, mente superiore), comunemente tradotto come “Mente Sopramentale”. Questo livello, secondo Anandamurti, può essere definito “l’organo della percezione momentanea profonda”, ovvero quella sfera della mente grazie alla quale abbiamo la possibilità di cogliere sottigliezze che sfuggono alla mente grossolana, che invece utilizziamo spesso in modo “automatico” nella quotidianità. La tradizione tantrica considera la mente suddivisa in tre aree principali che definisce rispettivamente come mente con scia, subconscia e superconscia. La mente conscia è quella che usiamo per percepire il mondo attorno a noi, per agire o reagire alle situazioni: soddisfazione dei bisogni primari come la fame o il sonno, gestione delle interazioni con l’ambiente. La mente subconscia raccoglie invece il vissuto che via via sperimentiamo dalla mente conscia astraendolo e attribuendogli dei significati utili per la mente conscia e per le decisioni quotidiane. Immagina di mangiare per la prima volta degli gnocchi al pesto: l’esperienza sensoriale è positiva e riesci a soddisfare il bisogno primario di fame (mente conscia). Il livello subconscio astrae e sintetizza il concetto sensoriale positivo (gnocchi e pesto), utile per prendere future decisioni per qualsiasi scelta relativa alla fame. A questi due livelli della mente siamo abituati ad accedere con un buon grado di consapevolezza, grazie alle esperienze che accumuliamo. La mente superconscia è invece quella dotata di funzioni e capacità che non siamo abituati a usare consapevolmente, ma che possiamo raggiungere, anche attraverso lo yoga.

 

Il pensiero analogico

L’Atimanasha Kosha è il primo livello del superconscio, ed è quella parte della mente che permette di usare il pensiero in modo analogico. È il modus operandi che gli orientali hanno usato per secoli scoprendo le sottili connessioni tra il microcosmo e il macrocosmo. Per esempio, nella medicina tradizionale indiana (Ayurveda), le caratteristiche che possiamo cogliere osservando l’aria e il modo in cui si manifesta e muove intorno a noi vengono riassunte nel concetto di Vayu (soffio, vento, gas). L’osservazione dell’aria in natura ci svela il modo in cui trattare questo elemento dentro di noi al fine di ristabilire e mantenere l’equilibrio che sta alla base della vita. In altre parole: l’aria nell’ambiente tende a espandersi e a occupare tutto lo spazio che ha a disposizione; similmente, il corpo umano nei processi metabolici tende a fare lo stesso e possiamo così prevederne gli effetti. Ugualmente si può fare osservando il sole, il fuoco, il calore intorno a noi, individuando così le funzioni e le azioni di Agni (il fuoco digestivo) e imparando a gestirle per analogia e similitudine. Ecco quindi come il pensiero analogico, svelando le connessioni tra le varie dimensioni dell’esistenza, può favorire la creatività necessaria per esempio a risolvere problemi di salute e favorire così l’evoluzione.

 

L’ideazione

Per raggiungere in modo consapevole questo livello, possiamo usare la meditazione e in particolare la pratica dell’ideazione (bhavana) che consiste nel fissare la mente su un’idea presa come oggetto di concentrazione (dharana) su cui focalizzarsi durante la pratica. Nella meditazione Tantra si usano i mantra, suoni capaci di produrre sottili effetti di risonanza, nei quali è anche infuso un concetto spirituale elevato. Babanam Kevalam racchiude in sé il concetto: “Tutto è Amore”. La ripetizione di questo mantra calma l’agitazione della mente subconscia. Si raggiunge la condizione di pace necessaria a poter coltivare l’idea (Tutto e Amore) che tutto attorno a noi sia in effetti un’espressione concreta di Amore. Solo in questa fase, a livello sopramentale, la mente passa in modo naturale dal pensiero razionale a quello analogico. In questo caso “Tutto intorno e dentro di me è Amore” viene colto dalla mente per attrazione del simile, collegandoci alla forza dell’Amore che sta alla base dell’intera creazione.

 

Anukalana, lo yoga dell’intuito

L’intero sistema di Anukalana Yoga si è sviluppato dando spazio proprio alla creatività e all’intuizione personale. È un metodo di integrazione che permette a ognuno di sentire quale sia il modo migliore di praticare gli asana e la meditazione, rendendo il corpo fluido e la mente aperta. L’atteggiamento della pratica favorisce una consapevolezza e permette di intuire il modo più naturale di respirare in base alla propria costituzione e conformazione, semplicemente applicando particolari principi naturali nel giusto ordine. Integrare significa riunire ed espandere.

 

Essere consapevolmente creativi

Atimanasha Kosha è il livello della mente che ci permette di interagire con l’ambiente interiore ed esteriore attraverso l’intuito e la creatività . Per raggiungerlo devono essere presenti 3 condizioni:

1) La necessità

2) L’intuizione di come soddisfare il bisogno

3) La volontà di farlo

La natura ci ha dotato di tutte le risorse per realizzare questo processo utilizzando i centri di coscienza: i Chakra. In particolare, attiviamo le risorse del secondo, quarto e sesto Chakra.

Svadisthana Chakra: regola la creatività sul piano fisico. Grazie agli organi ad esso collegati possiamo infatti riprodurci ricreando la vita. In questo chakra però ha sede anche il “fattore liquido”, ovvero la capacità di mantenere la materia che compone il corpo allo stato fluido. Nell’approccio di Anukalana viene data molta importanza a questo fattore, poiché è il centro dell’adattamento creativo, ovvero il saper fluire e cambiare in base alle richieste dell’ambiente.

Anahata Chakra: cuore e volontà. Le braccia e le mani sono l’organo di azione (karmendriya) che direttamente esprime le potenzialità di questo centro sul piano fisico. Con le mani possiamo creare, ma anche smontare, ricostruire e modellare. Le braccia sono la naturale estensione del cuore e dal punto di vista della creatività ci permettono di esteriorizzare e rendere concreta la volontà. Ogni creativo fa uso delle braccia e delle mani: il pittore, il musicista, lo scrittore, la ballerina e perfino il poeta mentre narra le sue creazioni disegnandole nell’aria.

Ajna Chakra: rappresenta la vera e propria porta dell’intuito. La meditazione tantrica aiuta lo sviluppo di questo chakra invitando l’intuizione a manifestarsi come una funzione vitale capace di guidarci verso ciò di cui abbiamo bisogno per essere creativi.

 

Pratica e Creatività

Ecco una sequenza di asana sviluppata sulla base dei principi fondamentali dell’approccio Anukalana. Con poche posizioni praticate in modo fluido stimola l’intuito, apre il cuore dando spazio alla volontà, apre il bacino per mantenere attiva la sfera dell’adattamento creativo. Pochi asana ripetute più volte possono avere un effetto importante se praticati ogni giorno. All’inizio farai un po’ di fatica, ma se impari a muoverti in modo fluido, con i tuoi tempi, sarà il Prana (energia vitale) a sostenere il movimento e non avrai bisogno di utilizzare posizioni di forza.

 

Le posizioni

Vrkasana: la Posizione dell’Albero attiva il fuoco intellettuale e calma quello digestivo. L’istinto si trasforma in intuito. Porta l’energia a salire verso l’alto attivando efficacemente il sesto chakra. Amata dagli yogi della tradizione, è riconosciuta come capace di attivare i potenziali profondi, soprattutto se mantenuta a lungo.

Uttanasana: compensa la Posizione dell’Albero distendendo la schiena e prepara le aperture del vinyasa che segue.

Vinyasa per le aperture: questa breve sequenza dinamica, con ripetuti passaggi dal Cane a Faccia in giù per raggiungere posizioni di apertura, apre il torace e le spalle per attivare il chakra del cuore e la regione del bacino attivando il secondo chakra. Rinforza la capacità di essere concreti nel processo creativo.

Anahatasana e Bhujangasana: consolidano il lavoro di apertura di torace e bacino attraverso il respiro.

Balasana: la Posizione del Bambino compensa il lavoro fatto sulla schiena.

La meditazione: permette di connettere tra loro le funzioni dei centri attivati dagli asana.

 

Il ruolo del respiro

Anukalana Yoga adotta la “Respirazione Organismica”, un modo particolare di coordinare il respiro al movimento che porta gradualmente a ritrovare la via più naturale per aprire il corpo sciogliendo le tensioni più profonde. Il principio: inspirando espandi la cassa toracica, espirando usa gli addominali per ritrarre l’addome. Oltre a proteggere la colonna lombare durante i movimenti, questo modo di respirare aiuta l’apertura dei chakra che vogliamo stimolare, in sintonia col naturale fluire del prana (energia che tende a salire espandendo il torace) e dell’apana (energia che tende verso il basso e aiuta l’eliminazione).

 

Prima fase. Risvegliamo l’intuito

A mente aperta 1

Inizia praticando la Posizione dell’Albero per qualche minuto su entrambi i lati. Porta bene le braccia verso l’alto facendo salire le scapole e tenendole parallele tra loro per allungare bene i fianchi. Apri le mani e stendi le dita. Porta la gamba piegata verso l’esterno per iniziare ad aprire il bacino. Inspirando riempi il torace allungandoti verso l’alto ed espirando cerca di ritirare bene l’addome.

 

A mente aperta 1.2

Espirando ammorbidisci tutte le giunture, libera la gamba piegata e con le ginocchia morbide fluisci nel piegamento in avanti. Ogni volta che espiri ammorbidisci ulteriormente le ginocchia e ricerca poi nuovamente l’allungamento inspirando. Mantieni questa posizione per almeno un minuto. Più che allungare i muscoli delle gambe, qui cerca di rilassare bene il tronco e la schiena.

 

Seconda fase. Vinyasa per aprire i Chakra

 

A mente aperta 3

Espira dall’addome, ammorbidisci tutte le giunture e porta a uno ad uno i piedi indietro (per prepararti alla posizione del Cane a Faccia in giù).

 

A mente aperta 4

Inspirando espandi il torace e allunga il corpo, apri le spalle (ricordati di extra ruotare l’omero per proteggere la cuffia dei rotatori).

 

A mente aperta 5

Espirando svuota l’addome, ammorbidisci le giunture e prepara la gamba sinistra a salire verso l’alto.

 

A mente aperta 6

Inspirando espandi il torace, alza il bacino mantenendo i glutei tonici per proteggere le lombari e inarcando la schiena apriti verso il cielo.

 

A mente aperta 7

Espirando ritrai l’addome e lascia il piede sinistro raggiungere terra. Stacca la mano sinistra da terra, gira all’indietro il piede destro e trova l’assetto giusto per aprirti.

 

A mente aperta 8

Inspirando espandi il torace, bacino alto, glutei tonici, inarca la schiena e apriti al cielo nella Posizione Selvaggia. Allunga all’indietro il braccio sinistro.

 

Espirando dall’addome ammorbidisci tutto, riporta la mano a terra per ritornare verso il tappetino e ruotando il bacino porta avanti la gamba sinistra per prepararti alla Posizione del Piccione. Allinea bene il corpo in modo che la schiena sia dritta prima di sollevarti.

 

A mente aperta 10

Inspirando espandi il torace ed entra nella Posizione del Piccione. Mantieni i glutei in tono e allunga l’addome. Cerca l’apertura del torace senza forzare sulle lombari. Mento indietro.

 

A mente aperta 11

Espirando svuota l’addome, ammorbidisci tutto e torna indietro al punto 6. Ripeti dal punto 6 al punto 10 per sei volte, o se riesci anche dodici, questo vinyasa e poi eseguilo sull’altro lato.

 

A mente aperta 12

Fai una breve pausa nella posizione del Cane a Faccia in giù per assimilare l’effetto dei vinyasa. Respira espandendo il torace e ritirando l’addome mentre ammorbidisci e distendi le giunture.

 

Terza fase. Consolidamento delle aperture

 

A mente aperta 13

Scivola dal Cane a Testa in giù ad Anahatasana e mantieni questa posizione respirando sempre in modo da aprire lo spazio del cuore. Rimani in posizione per circa cinque o sei respiri. Cerca di mantenere l’omero extra ruotato per non comprimere le spalle.

A mente aperta 14

Dopo aver espirato muoviti fino a preparare il corpo per la Posizione del Cobra e inspirando espandi il torace per entrare in questa apertura. Concentrati sull’apertura del torace evitando di inarcare troppo le lombari. Mantieni la posizione per cinque o sei respiri mentre inspirando apri il torace ed espirando svuoti la pancia.

 

A mente aperta 15

Compensa il lavoro fatto sulla schiena con la Posizione del Bambino, che puoi mantenere a lungo sempre respirando in modo da aprire il torace e ritirare l’addome.

 

Quarta fase. Connettere le funzioni

 

A mente aperta 16

Meditazione finale Lasciando andare il respiro libero, porta la tua attenzione al centro del cuore (Anahata). Radicando la mente in questo punto, cerca di percepirlo come il nucleo della volontà. Espandi la consapevolezza al centro del ventre (Svadisthana) e a quello della testa (Ajna), cercando di connetterli. Immaginali come piccoli soli splendenti nel tuo corpo e lascia che le loro luci divengano una. Rimani tutto il tempo che vuoi in questa posizione mentale. Senza una volontà coscia, attivi la connessione tra intuito, volontà e creatività. Riconosci la capacità di intuire, volere e adattare.

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