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ABC meditazione, le domande più frequenti

Le risposte di Sally Kempton per andare in profondità

di Sally Kempton

 

Prima di meditare con Yoga Perché la meditazione funzioni è una sorta di mistero, ma è ormai accettato che sia una pratica che faccia bene. Oggi, anche le neuroscienze attestano cosa succede nel nostro cervello quando meditiamo; tra le altre cose è stato dimostrato come le aree associate allo stress rallentino l’attività e quelle collegate a sentimenti come gioia, compassione, serenità diventino attive. La meditazione è uno stato di benessere mentale naturale, un flusso di consapevolezza che si schiude a noi non appena lo desideriamo. Molte persone che intraprendono i primi passi della meditazione si preoccupano della maniera in cui condurla. Cosa sia giusto, cosa sia sbagliato, perché vedono delle luci o perché non le vedono, se tendono ad addormentarsi o se rimangono completamente svegli. Voglio rispondere alle domande più frequenti sulla meditazione. Le risposte si fondano sulla mia esperienza e su una sorta di saggezza collettiva. L’importante è prendersi cura di sé, rilassarsi e avere fiducia che, meditando con regolarità, “le cose giuste accadono”.

 

 1 Ho ricevuto molte istruzioni su differenti tecniche di meditazione e non riesco a decidere su quale focalizzarmi…

Quando cominci a meditare, la cosa più utile da fare è stabilire un protocollo semplice a cui tornare ogni volta che mediti. Non è importante quale sia: esistono diverse tecniche di meditazione in grado di creare una solida base per la pratica. Molte di loro includono il respiro, un mantra o qualche variante del lavoro sulla consapevolezza (mindfulness). Meditare sempre con la stessa tecnica, ti aiuta ad allenare la mente a portare l’attenzione all’interno, Nessuna pratica di meditazione è fine a se stessa; ogni tecnica è come un portale che conduce la mente e il cuore a uno stato meditativo naturale, “sostenuto” dalla tecnica che stai utilizzando. Se lavori ogni volta con tecniche differenti, o se le cambi durante una sessione di meditazione, la tua attenzione sarà distratta e la mente faticherà a sprofondare dentro di te. Quando avrai acquisito buona padronanza di una tecnica specifica, ti sarà utile esplorarne di diverse, di tanto in tanto. Ogni tecnica conduce a un diverso stato e qualità di consapevolezza. La sperimentazione può rendere l’esperienza della meditazione più interessante e curiosa, ma solo una volta che ti sei ben radicato in un tuo percorso.

 

 

2 È importante che la mente sia completamente quieta durante la meditazione?

Che tu ci creda o no, la meditazione può andare avanti anche se la mente continua il suo chiacchiericcio. È nella natura della mente creare immagini, pensieri e suoni. L’energia che chiamiamo “mente” è dinamica, come un oceano che crea costantemente delle onde sulla sua superfice. Ma, con una pratica regolare, ti accorgerai di una parte di te quieta, silenziosa e osservatrice. Sarai testimone esterno di tutti i pensieri, come se fossi sprofondato in acque profonde dove tutto è calmo e soffice anche se il chiacchiericcio continua per conto suo. In altre parole la mente può non smettere la sua attività, ma tu puoi non essere influenzato dai pensieri. Quindi concentrati sulla consapevolezza che esiste al di fuori di essi. Quando emergono, torna al tuo respiro o al mantra. I pensieri sono come nuvole nel cielo, passano. Col tempo ti accorgerai che l’incessante attività mentale scivolerà sempre più nel retro della mente, mentre emergerà un sereno senso di consapevolezza. Questa è la meditazione.

 

 

3 Quando medito emergono forti emozioni, non tutte piacevoli. Posso farci qualcosa?

Quando tanti anni fa cominciai a meditare, sentivo crescere in me un forte senso di irritazione. Lo confidai al mio insegnante che mi disse “Non è l a meditazione che ti irrita, hai tanta rabbia dentro e la meditazione la sta portando fuori per liberartene”. Ci portiamo spesso dentro emozioni sepolte, che hanno influenza sull’umore e sulle relazioni, anche se non ce ne accorgiamo. Nella meditazione, spesso all’inizio queste antiche emozioni riemergono. Fa parte di un processo che renderà il tuo stato emotivo molto più sereno. Quando emerge un’emozione spiacevole, osserva come si manifesta quest’energia: in quale parte del corpo, la sua qualità (paura, rabbia, ansia), l’intensità dell’emozione. Poi respiraci dentro, falle spazio, accoglila come fosse un vecchio amico, senza scacciarla. Semplicemente osservala e rimani presente. La sua energia bloccata si aprirà naturalmente a nuovi spazi di quiete. Col tempo imparerai a percepire le tue emozioni senza averne paura.

 

 

4  Come mai, quando medito, a volte il mio respiro rallenta e sembra fermarsi?

È un processo naturale dello yoga. La mente e il respiro sono fortemente connessi. Quindi, quando la mente si acquieta, il respiro rallenta e viceversa. Nella vita quotidiana, la respirazione avviene attraverso le due narici (le nadi: Ida e Pingala). Nella meditazione, il respiro avviane attraverso il canale centrale (Sushumna) che scorre lungo la colonna vertebrale. Quando questo accade, è come se fossi “respirato dall’interno”, uno stato di meditazione molto profondo e benefico. Può succedere di aver paura di smettere di respirare, ma in realtà è la forza vitale che ti fa vivere senza la diretta attivazione dei polmoni. Appena uscirai dalla meditazione, respirerai nuovamente in modo normale.

 

 

5   Quando medito, vedo luci e, a volte, persone. Tutto ciò ha un significato?

Dipende. Alcune immagini sono come scaricate da un archivio subconscio della mente, visualizzazioni di pensieri. Osservale e lasciale andare, come faresti coi pensieri. Quando entri in uno stato profondo di meditazione, invece, puoi vedere luci o forme che sono la “geografia” del tuo mondo interiore, il corpo sottile. Puoi percepire suoni o un’emozione beatitudine. Spesso appaiono una luce dorata, punti luminosi, un grande occhio, immagini di saggi o divinità. Se queste immagini ti trasmettono uno stato di pace, considerali segnali positivi, sono regali della mente. Osservali, ma cerca di non attaccarti a loro; onorali ma non considerarli o renderli l’obiettivo della meditazione.

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