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Ananda Yoga

A ogni asana un’intenzione: ecco la forza dell’Ananda Yoga

di Jayadev Jaerschky

foto di Alberto Vezzani

 

Ananda YogaLa maggior parte delle persone, quando inizia a praticare lo yoga, lo fa per motivi fisici: per superare un mal di schiena, una debolezza, delle tensioni o qualche altro disagio. La loro è una scelta saggia: gli asana sono senz’altro una terapia notevole; ci portano salute, vitalità, rilassamento, purificazione e benessere.

Alcuni praticanti rimangono soddisfatti con questo prezioso dono dello yoga. Altri, mentre continuano a praticare, scoprono un nuovo livello. Man mano che procedono, le loro percezioni si fanno più sottili. Lo yoga diventa per loro un’avventura di crescente consapevolezza. Le possibili scoperte e percezioni sono innumerevoli. Un’affascinante scoperta è il flusso del prana, energia, senso di completezza, che viene sentito dietro le percezioni fisiche. A questo livello di percezione, può accadere che gli asana sembrino dei simboli speciali: lo yoga diventa così un linguaggio di simboli (mudra). Ogni asana è unico e nasconde un suo segreto intrinseco: una saggezza, una qualità specifica. L’Ananda Yoga, fondato da Swami Kriyananda, si specializza in questa dimensione, applicando ad ogni asana un’affermazione appropriata, portando la mente verso le qualità delle posizioni. In altre parole, ogni postura esprime fisicamente un attributo del nostro puro Sé. Gurumayi, il Guru della tradizione Siddha Yoga, lo spiega in questo modo: «Le posizioni devono esprimere fisicamente le virtù». Per coloro che sono predisposti, lo yoga può portarci a un’altra dimensione; diventa una preghiera naturale con il corpo. Le posizioni diventano un’offerta al vasto Spirito. Ogni asana è una preghiera diversa: un asana è una preghiera di espansione; l’altro una preghiera di pace; uno è una preghiera di energia dinamica; l’altro di amore. B.K.S. Iyengar ha espresso perfettamente questo concetto: «Il corpo è il mio tempio, gli asana sono le mie preghiere». La sua esperienza può diventare la nostra, se lo desideriamo. Per una tale pratica è utile sedersi in meditazione all’inizio della sequenza, per qualche istante, aprendosi all’Infinita Presenza. Poi si comincia a muovere il corpo, in silenzio e con riverenza, da una posizione all’altra, in modo che l’intera sensazione sia quella di una offerta sacra. Lo yoga praticato in questo modo diventa una danza spirituale, un’offerta di sé, un’apertura consapevole verso le realtà superiori. Il flusso delle posizioni diventa una meditazione in movimento.

 

Ispirati al tuo Dio

Una volta fu chiesto a Ram Dass, il famoso discepolo di Neem Karoli Baba (il guru anche di Julia Roberts): «Io sono un praticante di yoga e sento qualche cambiamento energetico in me, ma non sento il contatto con lo Spirito. Non percepisco quel senso di unione che tutti dicono essere il vero yoga. Come posso sperimentare quest’unione attraverso lo yoga?». Ram Dass rispose: «Fa’ in modo che il tuo yoga sia focalizzato su Dio. Puoi scegliere di fare soltanto una pratica di esercizi fisici, oppure scegliere di dirigere la tua mente, il tuo cuore e il tuo corpo verso Ram, Krishna, o Shiva. Gli asana fanno stringere la mano con Dio. Tutti gli asana sono comunicazioni con quella Presenza, con l’UNO».

 

Che lo spirito sia con te

Naturalmente un cristiano non offrirà i suoi movimenti a Krishna o Shiva, ma a Gesù, come quel cattolico che definì il Saluto al Sole come “Saluto al Figlio”. E perché no? Un Ebreo invece pregherà verso “YHWH”, or Yahweh; un musulmano verso Allah; un advaita-yogi verso il Sé infinito. Sia ben chiaro: lo yoga non è una religione, ma contiene un importante lato spirituale. È una scienza dell’essere umano, che comprende anche la spiritualità. I membri di qualunque religione possono approfondire la propria fede attraverso lo yoga. “Yoga come preghiera” non è certo una preghiera ortodossa o formale: è una pratica per le menti libere. È qualcosa di nuovo (almeno per tanti), di profondo e personale. È un flusso che viene spontaneamente dall’anima. È una intenzione che cambia la nostra esperienza degli asana. Swami Kriyananda, fondatore dell’Ananda Yoga, ha spiegato l’approccio “yoga come preghiera” con queste parole: “Le posizioni yoga dovrebbero essere praticate con un sentimento di devozione, se si vuole trarne i massimi benefici. Non sono state create da allenatori di calcio o insegnanti di ginnastica, ma da grandi saggi che hanno riconosciuto in certe posizioni l’espressione esteriore dei moti interiori dell’anima.” Praticando così ci troviamo davvero sulle orme dei grandi maestri dello yoga: allineati non solo con il corpo, ma con lo Spirito.

Ananda Yoga 1

Vrikasana (Albero)

Punti tecnici:

  • Il piede a terra spinge verso il basso
  • L’intero corpo si allunga in alto dalla cima della testa
  • Il bacino è rivolto in avanti; non “sederti” in un’anca
  • Le spalle sono lontane dalle orecchie
  • I palmi sono uniti, sopra la testa

Intenzione:

Nella posizione, prova a percepire il centro dell’albero, sentendoti equilibrato, centrato e calmo. Pratica Vrikasana come una preghiera di calma, ripetendo mentalmente: “Sono calmo, sono sereno”. L’atteggiamento interiore è: “Connesso allo Spirito, sono sempre calmo e sereno.”

Ananda Yoga 2

Trikonasana (Triangolo)

Punti tecnici:

  • I piedi sono radicati a terra
  • Le ginocchia sono direzionate come i piedi
  • La schiena è dritta o quasi
  • Il petto gira verso l’alto
  • Il braccio alzato spinge verso l’alto
  • L’intero corpo si allunga e si apre

Intenzione:

Espanditi in tutte le direzioni, allungandoti anche dalla cima della testa. Senti il forte flusso di prana che scorre nel tuo corpo e senti che lo stai ricevendo da una sorgente cosmica. Mentalmente ripeti: “Energia e gioia fluiscono nelle cellule del mio corpo! La gioia discende su di me”.

Ananda Yoga 3

Virabhadrasana 1 (Guerriero 1)

Punti tecnici:

  • I piedi sono radicati verso terra
  • Il ginocchio in avanti rimane sopra la caviglia, la gamba posteriore è dritta
  • I glutei tesi, l’addome dentro
  • Il petto leggermente sollevato, le spalle verso il basso
  • Le braccia tese e parallele, i palmi delle mani si guardano
  • La nuca in linea con la colonna

Intenzione:

Premi i piedi a terra, in modo dinamico. Lascia che la tua preghiera sia fisicamente dinamica. Le braccia aperte si estendono al cielo con le mani in alto, per simboleggiare l’apertura alla Grande Sorgente. Afferma mentalmente: “Sintonizzo la mia volontà con la Sorgente di ogni potere”.

 Ananda Yoga 4

Parsvotanasana (Allungamento laterale)

Punti tecnici:

  • Il piede posteriore leggermente girato
  • Bacino frontale, non girato
  • La colonna è lunga e aperta
  • Le spalle sulla stessa altezza
  • Il collo in linea con la colonna

Intenzione:

Questa posizione è una preghiera naturale, un simbolo naturale di offerta di sé in un flusso più grande. Mentalmente ripeti: “Mi offro completamente nel flusso della grazia”.

 Ananda Yoga 5

Ustrasana (Cammello)

Punti tecnici:

  • I glutei sono tesi, l’addome dentro
  • Le cosce sono parallele e verticali
  • Il collo rimane in linea con la colonna
  • Il petto si solleva verso l’alto

Intenzione:

Apri il chakra del cuore in modo dinamico verso il cielo. È una meravigliosa preghiera fisica. Mentalmente ripeti: “Con fede calma, mi apro alla Tua luce”.

 Ananda Yoga 6

Parvatasana (Montagna da seduti)

Punti tecnici:

  • Le spalle verso il basso
  • La colonna lunga e diritta
  • Applica Uddiyana Bandha (tira l’addome dentro e in alto)

Intenzione:

Consapevolmente dirigi le tue energie interiori dai chakra inferiori verso l’alto, verso il cielo. Mentalmente ripeti: “I miei pensieri e la mia energia si elevano fino a toccare il cielo”.

 Ananda Yoga 7

Jathara Parivartanasana (Torsione Supina)

Punti tecnici:

  • La colonna rimane lunga e diritta
  • Entrambe le spalle sono a terra
  • Allunga la gamba estesa
  • Il collo è in linea con la colonna
  • L’anca in alto viene spinta verso i piedi, lontano dalla testa

Intenzione:

Apri tutto il tuo essere a un vivace flusso di energia nel corpo. Senti che questo flusso non è isolato nel tuo piccolo ego, ma ha la sua origine nel Cosmo. Mentalmente afferma: “Mi apro al flusso della vita divina in me”.

 Ananda Yoga 8

Yoga Mudra (Simbolo dello yoga)

Punti tecnici:

  • Le gambe in posizione del loto (o mezzo loto)
  • I palmi uniti sulla schiena
  • La fronte tocca terra
  • Il collo in linea con la colonna

Intenzione:

Questo mudra è un’altra preghiera naturale con il corpo. Inchinati all’Infinito e mentalmente ripeti: “Io sono Tuo; ricevimi”.

Ananda Yoga 9

Matsyasana (Pesce)

Punti tecnici:

  • I glutei sono tesi, premuti contro le mani
  • Le gambe sono attive
  • I gomiti premono verso il basso, rimane poco peso sulla testa
  • Il petto è sollevato in alto
  • Il collo indietro, ma non chiuso

Intenzione:

Tutto il tuo lato anteriore si apre al cielo. Senti il tuo cuore che vuole estendersi verso l’alto, verso il cielo. Mentalmente ripeti: “La mia anima fluttua su onde di luce cosmica”.

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