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Anukalana Yoga, l’eterno movimento

La fluidità è una funzione vitale: così Jacopo Ceccarelli definisce il suo stile

testo raccolto da Bice Mattioli

Foto di Giorgio Majno

 

«Un principio della fisica insegna che due o più elementi possono essere integrati solo quando condividono principi e obiettivi, altrimenti si aggrovigliano confusamente tra loro, senza un fine, senza sinergia». Con questa premessa Jacopo Ceccarelli presenta il suo Anukalana Yoga: in sanscrito, infatti, Anukalana significa “unificazione attraverso l’Integrazione”. Questo metodo si basa su una forte consapevolezza del movimento e dell’energia interna ed esterna al corpo ed è il risultato di un profondo lavoro di integrazione. «Lo Yoga Integrale è lo Yoga nella sua forma completa, ovvero tutte le pratiche del sistema chiamato Asthanga (le otto membra dello Yoga Sutra). Il concetto di integrazione dell’Anukalana Yoga allarga ulteriormente il campo energetico inserendo all’interno della pratica delle tecniche di movimento e respirazione che migliorano e rendono automatica la sensazione di fluidità. Dentro e fuori dal corpo. Nella sequenza pratica delle prossime pagine, i movimenti fluidi ispirati dal Thai Chi si integrano con la “Respirazione Organismica”, ovvero l’applicazione di una serie di principi naturali che favoriscono un modo profondo, naturale e spontaneo di respirare. Il corpo si apre e aumenta l’intensità dello stimolo che si può indirizzare verso i centri sottili, ove trova origine il movimento.

 

Nulla è immobile

 

Se proviamo a scomporre le varie fasi di esecuzione di un asana, osserviamo una fase stabile, seguita da un movimento dinamico, per terminare di nuovo in una fase stabile. In realtà, uno dei principi del metodo Anukalana è considerare il momento di stasi come un sottile movimento del microcosmo: il respiro continua, come il battito del cuore e la trasformazione cellulare. «Questa è una delle caratteristiche del nostro Universo, tutto sembra fermo ma in realtà è un quieto movimento che continua a ripetersi, è l’impermanenza buddhista», racconta Ceccarelli. Per quanto riguarda il movimento vero e proprio, il metodo lavora sulla consapevolezza della continua danza tra opposti: «Questo è evidente nella gestione delle transizioni tra gli asana. Nel Taoismo il continuo movimento è rappresentato dall’alternanza di Yin e Yang, mentre nella filosofia Tantra da Shiva (principio cognitivo) e Shakti (principio volitivo). Tutto si muove, sempre».

 

Yoga e Tai Chi

 

Nella pratica del Tai Chi, il focus è sul Dan Tien, ovvero quel “serbatoio energetico” molto importante che si trova nella zona del corpo regolata, secondo l’anatomia induista, dal secondo Chakra, Svadhisthana. «I Taoisti da sempre attribuiscono importanza alla modalità del movimento: circolare, fluido, armonioso, ammorbisce gli spigoli, replicando simbolicamente il movimento fluido dell’oceano cosmico e le sue energie sottili». Durante una sequenza, il corpo si muove in modo omogeneo, coinvolgendo ogni articolazione ed evitando che il peso si concentri solo su alcune, così da non creare tensioni nelle giunture. Il peso è sempre uniformemente distribuito. Di pari passo al movimento va la respirazione: tra la fase d’inspirazione completa e quella di espirazione si integrano altre fasi in cui avvengono brevi pause a polmoni pieni e vuoti, per aprire con più sensibilità alcune parti del corpo, far fluire tensioni fisiche ed emotive. «È quella che chiamo respirazione articolare». Nel sistema Anukalana questa è considerata una vera e propria funzione vitale: essendo il corpo costituito per circa l’80% da fluidi, la pratica cerca di adattarsi al suo movimento. «Essere fluidi significa anche sapersi adattare alle situazioni della vita, senza cercare sempre di avere tutto sotto controllo», osserva Ceccarelli.

 

Una sequenza fluida

 

Nella sequenza che segue è messo in pratica uno degli aspetti Anukalana: il movimento fluido ispirato al Taoismo, al Tai Chi: un continuo alternarsi di posizioni finali (asana) e movimenti di transizione (rappresentati in foto da posizioni di passaggio). Le posizioni finali sono legate alla fase Yang, la fase centrifuga, di espansione, di pieno. Le transizioni invece sono legate allo Yin, la fase centripeta di raccoglimento, di vuoto. Negli asana finali, puoi fermarti e mantenerli per alcuni respiri. Se invece vuoi sentire l’essenza del movimento fluido, prova a passare da una posizione all’altra come indicato senza fermarti, a ritmo con il respiro. L’essenza di questo lavoro è rappresentata anche dal continuo movimento di tutte le articolazioni che, estendendosi e liberandosi, si sciolgono e aprono la strada al fluire del Prana (Chi).

 

1 Posizione del Sole (Suryasana)

Anukalana Yoga 1ADa Tanasana (Posizione della Montagna), allarga le gambe, con i piedi paralleli e sotto i gomiti delle braccia aperte. Le braccia si stendono in direzioni opposte mentre le gambe si radicano al suolo, inspirando il torace si espande e la testa tende verso l’alto, proprio come un sole che diffonde il suo calore tutto attorno. Trova il tuo centro focalizzando la mente nel quarto chakra, quello del cuore (Anahata Chakra). (Fase Yang)

 

Transizione

Anukalana Yoga 1BEspirando ritrai l’addome e, liberando ogni articolazione, fluisci verso il suolo con un movimento morbido. La mano sinistra è appoggiata a terra accanto al piede sinistro, mentre la parte destra si innalza leggermente per uniformare il peso. Nella posizione intermedia ogni articolazione è libera, morbida e pronta a ristendersi. Il corpo è vuoto e pronto a riempirsi, il peso uniformemente distribuito su entrambi i piedi. (Fase Yin)

 

2 Triangolo con il braccio esteso (Parsvakonasana)

Anukalana Yoga 2AInspirando espandi il torace, fluisci nella posizione allungando il corpo e aprendo il fianco destro mentre la gamba e il braccio si estendono in direzioni opposte. Immagina il tuo corpo come se fosse un palloncino mentre viene riempito d’acqua (fluido) e si espande. Nel caso sentissi delle tensioni nella gamba o nelle braccia, piega leggermente le giunture, rimani morbido. Il peso è ora accolto anche dalla mano sinistra. (Fase Yang)

 

Transizione

Anukalana Yoga 2BEspirando ritrai l’addome e libera tutte le articolazioni che si erano stese in questa posizione per fluire nella prossima transizione disegnando dei semicerchi con le braccia, in direzioni opposte. Il corpo è un contenitore vuoto, pronto a riempirsi. Spingi con i piedi per aiutare le gambe alla risalita del busto. Tutto il corpo partecipa al movimento. (Fase Yin)

 

3 Guerriero II (Virabhadrasana II)

Anukalana Yoga 3AInspira, espandi il torace e stendi la gamba destra mentre il busto si allunga verso l’alto e le braccia si allontanano in direzioni opposte. Senti il tuo corpo pieno e ben radicato. Cerca di accogliere bene il peso anche sulla gamba dietro; se senti tirare i tendini dietro il ginocchio piegalo leggermente. La fluidità e la morbidezza della postura hanno la priorità. (Fase Yang)

 

Transizione

Anukalana Yoga 3BEspira, ritrai l’addome e libera ancora una volta tutte le articolazioni che erano stese per fluire nella transizione successiva. Entrambe le ginocchia sono morbide e il corpo è vuoto e libero. Prepara il tuo appoggio a terra con la mano sinistra mentre il braccio destro si prepara a salire. (Fase Yin)

 

4 Triangolo (Trikonasana)

 

Anukalana Yoga 4AInspirando espandi il torace e stendi entrambe le gambe, il busto e le braccia in un solo movimento unico morbido e fluido. Raggiungi in questo modo la posizione guardando la mano destra mentre si apre riflettendo la tua intenzione di espanderti. Gestisci il peso accogliendolo sulle gambe, ma anche sulla mano sinistra. (Fase Yang)

 

 

Transizione

 

Anukalana Yoga 4BEspirando svuota ancora una volta l’addome, liberando tutte le articolazioni e raggiungendo il pavimento in modo fluido. Lascia che sia il ritmo del respiro a guidare il movimento e non viceversa. Prepara le mani a terra appoggiando i polpastrelli e radica bene le piante dei piedi. (Fase Yin)

 

 

 

5 Posizione del busto verso i piedi (Ardha Padottanasana)

 

Anukalana Yoga 5AInspirando espandi il torace, stendi tutte le articolazioni ed entra in Ardha Padottanasana. Cerca la sensazione di “presa” sul pavimento con entrambe le mani e distribuisci il peso tra mani e piedi. (Fase Yang)

 

 

 

Transizione

 

Anukalana Yoga 5BEspirando svuota l’addome e libera tutte le giunture iniziando a srotolare lentamente il corpo, mentre l’addome si sgonfia e i polmoni si svuotano. Cerca di creare “un’onda vertebrale” in questo movimento di transizione che ti riporta alla posizione iniziale. Spingi il pavimento con i piedi per facilitare la risalita del busto. (Fase Yin)

 

 

 

6 Posizione del Sole (Suryasana)

 

Anukalana Yoga 6Inspirando, mentre espandi il torace completa l’onda vertebrale aprendoti completamente e raggiungi ancora una volta la posizione di Suryasana, in cui ogni articolazione è stesa e tutto il corpo è pieno. I polmoni sono pieni, il Prana raggiunge ogni angolo del corpo. (Fase Yang) Espirando inizia adesso un nuovo ciclo, ripetendo ogni fase sull’altro lato.

 

Respirazione

Il Primo principio della “Respirazione Organismica” consiste nel riflettere la naturale tendenza del corpo di espandersi a livello del torace (area in cui è attivo il Prana, che si muove verso l’alto) e svuotarsi a livello dell’addome (dove invece è attivo l’Apana, che tende verso il basso). Per applicare nella pratica questo principio è necessario svuotare (ritrarre) l’addome durante l’espirazione attivando soprattutto gli addominali bassi, ed espandere il torace usando gli intercostali e il diaframma durante l’inspirazione.

 

Armonia di opposti

Il Taoismo insegna che la vita si manifesta sulla base di cicli e fasi in continuo movimento. Rappresentando con lo Yin e lo Yang l’eterna danza tra gli opposti, vuoto e pieno, alto e basso, dentro e fuori, indica vari modi di riconnettersi con la natura dell’Universo, il Tao. La pratica del Tai Chi in gran parte si basa proprio sul continuo passaggio dallo Yin allo Yang attraverso una splendida danza meditativa che ha valore terapeutico e marziale allo stesso tempo. La pratica presentata qui integra questa danza tra lo Yin e lo Yang nel passaggio tra un’asana e quella successiva dando spazio alla natura centripeta dello Yin durante l’espirazione, la ritrazione dell’addome e il raccoglimento degli arti, ed esprimendo la natura centrifuga dello Yang durante l’inspirazione, l’espansione del torace e l’estensione degli arti e di tutto il corpo in generale.

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