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Bella di natura

I prodotti antroposofici aiutano la pelle a “respirare luce” grazie a ingredienti freschi e vitali

di Simona Acquistapace

 

bella di naturaQuando parliamo di cosmetici, di solito pensiamo ai protagonisti di frivole pubblicità che promettono immediati risultati estetici. In realtà, cosmetica è una parola dal significato molto più profondo: gli antichi Greci la mettevano in connessione con il concetto di kalos kai agathos, ovvero il bello e buono di Platone, che non indica tanto l’incontro accidentale della bellezza con la bontà, quanto la loro inscindibile coesistenza, il reciproco e costante rispecchiamento. «In realtà, anche attraverso la scelta di un cosmetico abbiamo davvero la possibilità di compiere un atto etico», conferma Sergio Maria Francardo, medico antroposofo. «La volontà di conoscere come è stato prodotto, dall’impiego di materie prime naturali al rispetto di chi le coltiva, alla coltivazione e all’estrazione attente a mantenerne la natura profonda: questa consapevolezza è già una modalità giusta di occuparsi di sé». Ecco allora che prima di acquistare e applicare un prodotto cosmetico, è bene conoscere che cosa sia davvero la nostra pelle in relazione all’insieme dell’organismo e quali cure le siano dovute.

 

Vita e morte della pelle

La pelle, organo di rivestimento di tutta la struttura corporea, è il punto di contatto e di scambio tra l’ambiente esterno ed interno. «Nella pelle convivono due processi estremi, uno di vita, l’altro di morte», sottolinea Francardo. «Da un lato, infatti, c’è una continua generazione di nuove cellule vitali; dall’altro, le cellule si differenziano e quando arrivano in superficie si cheratinizzano, formando un guscio che delimita lo spazio. Ogni giorno perdiamo la pelle, ogni giorno essa rinasce, in un equilibrio continuo influenzato dalla vita emozionale e dalla percezione del mondo». La scienza lo conferma: pelle e sistema nervoso hanno la medesima origine. Nel ventre materno, il foglietto embrionale esterno, detto ectoderma, porta in sé l’impronta completa della rete neurosensoriale che si sviluppa assieme al rivestimento cutaneo. «Alcune malattie della pelle esprimono bene questo concetto», conferma il medico. «L’eczema topico, per esempio, è una sorta di trasformazione della pelle in nervo ipersensibile e nel contempo in corazza difensiva». In realtà gli scambi con l’esterno, quando non sono viziati dall’inquinamento atmosferico, sono benefici. La pelle, con la sua vasta superficie, respira: respira aria e respira luce. «Per capire meglio la relazione della pelle con il mondo, occorre sapere che un elemento del tessuto cutaneo è il silicio. Questo minerale agisce come un’antenna che cattura le forze cosmiche: la luce, il calore, l’aria. Una sorta di membrana naturale che veicola e filtra gli elementi naturali».

 

Cosmetici eco-etici

In quest’ottica, anche tutto ciò che introduciamo come alimento o portiamo a contatto con la pelle come cosmetico deve mantenere la sua forza cosmica: i cereali, per esempio, alimenti solari per eccellenza, fortemente influenzati dalla luce, vanno coltivati non solo senza sostanze inquinanti, ma anche in modo da sviluppare armonicamente radice e fusto, così come è possibile fare solo con l’agricoltura biodinamica. Ugualmente i cosmetici, per rispettare l’ecologia della pelle, devono essere a base di ingredienti freschi, vitali, estratti in modo da preservare l’essenza della pianta. «La cosmetica antroposofica, nata come cosmesi curativa, intesa come cura della pelle, degli organi annessi e dei sensi, ha a cuore sia l’origine, sia la lavorazione della pianta», spiega Francardo. «Gli oli essenziali biodinamici di altissima qualità vengono ricavati attraverso processi estrattivi a freddo, che rispettano gli elementi di calore propri del vegetale. Tale integrità non si può conservare per moltissimo tempo. In un prodotto naturale, la data di scadenza ravvicinata è garanzia di serietà: un prodotto davvero fresco invecchia rapidamente. Durare poco è un valore aggiunto».

 

Incarnato di luce

Secondo l’antroposofia, l’incarnato è il risultato di due tinte, che corrispondono alle polarità fondamentali che agiscono nel nostro corpo. C’è il rosso, il colore del sangue e della vita, e il bianco che rappresenta gli organi del sistema nervoso ed è legato al pensiero. Il colorito roseo è indice di salute e equilibrio, dentro e fuori. Per migliorare l’incarnato è fondamentale la luce, quella che arriva dai raggi solari e che viene elaborata dalla nostra pelle. Ma c’è anche una luce interiore che irradia soprattutto dagli occhi: in caso di tristezza, muoversi all’aria aperta fa circolare il sangue ed è una cura di bellezza naturale a costo zero, così come appassionarsi all’arte, stendere il colore, manipolare materiali accende l’entusiasmo.

Dall’esterno, invece, la pelle è rivitalizzata dall’olio di calendula, pianta amante del sole dalle proprietà lenitive; nutrita dai prodotti a base di olivello spinoso, ricco di vitamine; ringiovanita dai cosmetici formulati con melograno o rosa mosqueta; drenata in caso di cellulite dall’olio di betulla, pianta “femminile” legata al ciclo dell’acqua.

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