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Body Scan: percepire il corpo e i propri giudizi sulla vita

La Posizione del Cadavere è simbolo di rinascita

di Nicoletta Cinotti

Apro gli occhi al mattino e 30 secondi dopo le mie gambe sono giù dal letto. Essere sveglia e sdraiata è qualcosa che faccio solo quando ho l’influenza. Sdraiata per me vuol dire dormire. Tempo di addormentamento medio, 15 secondi. Così quando ho iniziato a fare il Body Scan la prima battaglia è stata rimanere sveglia.

COS’È IL BODY SCAN

Il Body Scan è la pratica con cui inizia il protocollo MBSR: una lenta e precisa attenzione ad ogni parte del corpo, partendo metodicamente da un dito del piede a piacimento per finire alla sommità del capo. Con l’intenzione di esplorare la consapevolezza corporea in una condizione di immobilità. Immediatamente stare fermi, immobili, diventa la cartina di tornasole di tutti i disagi fisici che abbiamo: prurito, dolori vari, irrequietezza si affacciano da subito, come sentinelle che impediscono di entrare nella stanza del tesoro. Perché la consapevolezza corporea è il nostro tesoro.

I TRE TESORI

Il Body Scan, insegnandoci a sentire il corpo con gentilezza e precisione, ci rivela un tesoro. Il primo gioiello è riuscire a dare un nome a ciò che sentiamo.Il secondo gioiello è la possibilità di avere un’alternativa all’incessante dialogo della mente. Invece di sentire solo i pensieri possiamo iniziare ad ascoltare il linguaggio del corpo, momento per momento. Il terzo – e forse più prezioso – è saper coltivare, con questa ricca immobilità, la modalità dell’essere anziché la modalità del fare, che è quella che accende il nostro motore e ci rende incessantemente attivi.La modalità dell’essere coltiva la possibilità di percepire il tempo che vivo, di contemplare le questioni che affronto e di dimorare nel presente, senza trattarlo come un fuggevole passaggio verso il dopo.

 

LO SCOPO

È quello di liberarci dalla sofferenza che nasce quando le cose non sono come vorremmo. Nella scansione del corpo, proprio come nella vita, siamo invitati a lasciar andare il desiderio – preciso e rigido – che le cose siano in un certo modo, per aprire e fare spazio alle cose così come sono, a noi stessi così come siamo, attraverso l’ascolto del nostro corpo. Possiamo lasciar andare il nostro desiderio di essere calmi, illuminati, pieni di gioia e imparare ad essere presenti in qualunque circostanza?

 

CONSAPEVOLEZZA COMUNE

Siamo abituati a raccontarci delle storie su di noi e sulla nostra vita. Abituati a tracciare dei fili di connessione tra un evento e l’altro e, in questo modo, a generalizzare. La mente ci convince in anticipo di quello che troveremo e noi ci facciamo ingannare. Così sappiamo prima come sono le nostre sensazioni del corpo e quando scopriamo che c’è dell’altro le reazioni possono essere diverse. Gioia, stupore, piacere, irritazione o paura.  Insomma il Body Scan può portare ad un rilassamento profondo, ma può essere una vera sorpresa. La sorpresa che nasce dallo scoprire che non ci conosciamo molto e che la nostra consapevolezza si basa più su pregiudizi e stereotipi che su una attenta esplorazione della realtà.

 

VADO BENE?

Il Body Scan non può andare male: il nostro giudizio sì. Quando pratichiamo sorgono molte domande. Per esempio ci chiediamo se stiamo facendo bene la pratica del Body Scan. Capita molto spesso che il vero problema non sia la pratica in se stessa: cosa c’è di meglio che stare sdraiati senza fare niente? Il vero problema è il giudizio che diamo, continuamente, a ciò che troviamo: se abbiamo troppe sensazioni possiamo sentirle fastidiose. Se ne abbiamo troppo poche possiamo annoiarci. Insomma il corpo non è mai esattamente come ce lo aspettiamo (e come vorremmo). Eppure è la base dalla quale dovremmo partire: senza di lui non c’è storia.

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