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Boris Tatzky: pieno di vitalità

Cosa è e come funziona lo Yoga dell'Energia

di Anna Jannello

 

Boris TatzkyChi non vorrebbe iniziare la giornata con il sorriso sulle labbra e una sensazione di benessere profondo e di grande vitalità? È ciò che garantisce una pratica costante dello Yoga dell’Energia, che insegna a prendere la vita dal verso giusto.

La definizione di Yoga dell’Energia è stata creata da Roger Clerc nel suo primo libro (“Yoga de l’energie”, Ed. Le Courrier du Livre) in cui annunciò che “il punto di partenza è considerare il corpo come luogo di circolazione delle energie vitali che sono all’origine della vita”. Boris Tatzky, allievo dal 1963 di Clerc e fondatore nel ‘69 del Conservatoire du Yoga de l’Energie di Aix-en-Provence ricorda: «Una delle caratteristiche che mi hanno sempre stupito in Roger era quel modo magnifico di ridere che aveva in quasi tutte le circostanze della vita. Perché essere nella propria energia dà gioia». 

Tatzky, quali sono le caratteristiche principali dello Yoga dell’Energia?

«Roger Clerc ha ideato un sistema articolato in tre gradi successivi. Il primo sta nel comprendere che il corpo stesso è una sorgente di energia iniziando a sentire le modificazioni che avvengono dentro di sé e a equilibrare le polarità attraverso le posizioni classiche dell’Hatha Yoga. Questo è possibile grazie allo “sguardo interiore”, la capacità di percepire il volume interno del corpo. Il secondo grado consiste nel far circolare meglio l’energia vitale attraverso il controllo mentale. Se ci si concentra su un punto del corpo sufficientemente a lungo e con calma, subito l’energia è stimolata proprio là. È ciò che afferma l’“Hatha Yoga Pradipika” (il testo normativo dell’Hatha Yoga): “là dove è situata l’attività mentale, in quel luogo l’energia è stimolata”. L’energia vitale è attivata attraverso posture specifiche, sequenze in cui si eseguono frizioni e salti. A poco a poco tutta la persona si risveglia: aumenta la vitalità, la capacità di essere presenti alla vita, la gioia di essere. Nel terzo grado si aggiunge la meditazione per sentire che il movimento della vita in noi è comparabile a quello dell’intero universo. Meditare affinché la coscienza reintegri un sentimento più vasto della sua appartenenza al mondo. L’energia diventa il filo di Arianna che ci lega alla sorgente della vita.
Questi tre gradi devono integrarsi nella vita quotidiana. Non serve a nulla progredire in flessibilità nelle posture quando non si va d’accordo con gli altri. L’elasticità del corpo è un bene, ma l’apertura del cuore, il discernimento, l’empatia sono i valori essenziali che dimostrano l’evoluzione dello yogi».

Quali sono le tecniche specifiche?

«Nello Yoga dell’Energia sono molto importanti le sequenze. Alcune ereditate dalla tradizione indiana (come il Saluto al Sole), altre messe a punto successivamente perché liberano energia e predispongono a una più grande interiorità e stabilità mentale. In una lezione si comincia con le sequenze che occupano almeno un terzo del tempo, poi si eseguono gli asana classici, che sono vissuti con più profondità e attenzione per quello che succede alla colonna vertebrale. Un’altra specificità è lo sviluppo della sensibilità interiore».

In che modo si può sviluppare la propria sensibilità?

«Un semplice esercizio consiste nel porre l’attenzione all’interno di una mano: rimanendo fermi, a occhi chiusi, ci si concentra mentalmente su essa, sviluppando lo sguardo interiore e respirando lentamente finché si arriva a percepire una vibrazione al suo interno che ci porta alla coscienza dell’energia».

E quale ruolo ha la voce?

«Nella tradizione indiana, e in particolare in quella tantrica, l’origine dell’universo è un suono creatore, la Shakty. In India le lezioni iniziano con suoni: la voce è un mezzo magnifico per far vibrare l’energia. Il suono è un importante mezzo di lavoro all’interno di se stessi, di comunicazione e trasformazione all’esterno. Le vibrazioni benefiche del canto creano un’atmosfera di simpatia e di benevolenza: le menti delle persone vengono trasformate. La voce è importante, come pure è fondamentale il respiro, che è il fulcro, il punto centrale in tutte le tecniche dello yoga e in particolare in quelle dello Yoga dell’Energia».

Come si puo progredire nello yoga dell’energia?

«Un elemento importante è la memoria del vissuto. Quante volte ripetiamo le stesse esperienze replicando gli stessi errori perché non li ricordiamo? Nello Yoga dell’Energia, subito dopo la pratica di un esercizio, ci si concede un tempo di osservazione. Se si cerca di applicare nella vita di tutti i giorni le facoltà di attenzione e di forza interiore, il quotidiano diventa il luogo della pratica e lo yoga un’arte di vita».

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