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Goraksha e Matsyendra

di Colleen Morton Busch, disegno di Adriana Farina

 

Così come Platone e il suo protetto Aristotele sono celebrati come le sorgenti della filosofia occidentale, il maestro Matsyendra e il suo studente Goraksha sono riveriti come i fondatori dello hatha yoga. È appropriato definire Matsyendrasana (Signore della Posizione dei Pesci) come una torsione della colonna vertebrale. "Le posizioni di torsione simboleggiano il far girare la parte anteriore del corpo, o ciò che è conscio, verso la parte posteriore del corpo, il subconscio", dice Rama Jyoti Vernon dell'American Yoga College. "Esse portano luce all'oscurità e oscurità alla luce, un processo essenziale per lo yoga". È facile immaginare i primi hatha yogi scoprire queste forme fisiche quando sperimentavano la purificazione del corpo per liberare la mente.

Sembra che Matsyendra sia stato un personaggio realmente esistito e non solo una figura mitologica. Nato nel Bengala attorno al X secolo d. C. è venerato dai buddisti in Nepal come un'incarnazione del bodhisattva della compassione, Avalokiteshvara. Come nella maggior parte dei miti indiani, esistono molte versioni della storia della metamorfosi di Matsyendra in un adepto esperto, e tutte illustrano la trasformazione radicale che lo yoga rende possibile. In una famosa versione, Matsyendra da bambino è gettato nell'oceano perché la sua nascita è avvenuta sotto l'influsso di pianeti infausti. Ingoiato da un pesce gigante, sente per caso Shiva insegnare i misteri dello yoga al suo consorte Parvati nel loro nascondiglio segreto in fondo all'oceano. Matsyendra ne resta ammaliato. Dopo aver trascorso dodici anni nella pancia del pesce, esplorando per tutto il tempo le pratiche esoteriche dello yoga, ne emerge come un maestro illuminato.

Matsyendrasana è una delle poche asana descritte nello Hatha Yoga Pradipika, un testo del XIV secolo, e la sua torsione pronunciata è nota alla maggior parte degli occidentali che oggi praticano lo yoga. Probabilmente pochi yogi occidentali praticano invece Gorakshasana, caratterizzata dal difficile equilibrio, in cui il praticante sta sulle ginocchia nella posizione del Loto. Nella tradizione yogi, tuttavia, Goraksha è spesso considerato il più autorevole dei due adepti. Si riteneva che Goraksha, il discepolo principale di Matsyendra, provenisse da una casta bassa ma in giovane età avesse consacrato la propria vita alla rinuncia e all'insegnamento. La storia della sua nascita descrive queste umili origini e potrebbe spiegare la sua devozione al maestro. Secondo la leggenda la madre di Goraksha, un'umile contadina, aveva pregato Shiva per avere un figlio. Il dio le diede da mangiare delle ceneri magiche che le avrebbero permesso di restare incinta. Ella tuttavia non credette alla benedizione e gettò le ceneri su un mucchio di sterco. Dodici anni più tardi Matsyendra venne a conoscenza del figlio promesso e fece visita alla donna. Quando lei gli confessò di aver gettato via le ceneri, Matsyendra insistette perché tornasse nel luogo di quel mucchio di sterco, e lì si trovava Goraksha dodicenne.

Goraksha divenne noto come uno yogi dalle capacità miracolose che usava i suoi poteri magici per il bene del suo guru. Una volta assunse la forma di una donna per entrare nell'harem di un re e soccorrere Matsyendra dopo che il maestro si era innamorato di una regina ed era stato fuorviato dalla sua vita spirituale. Il nome di Goraksha significa "protettore di vacche" e forse allude semplicemente alle sue umili origini. In India, però, si pensa che la luce della consapevolezza sia incarnata dalle vacche, anche da quelle che non possono esaudire magicamente i desideri. Come nel caso di Matsyendra, "Goraksha" potrebbe non essere semplicemente un nome ma piuttosto un titolo onorifico per i conseguimenti spirituali dello yogi.
"Metaforicamente la storia di Goraksha narra che, quando qualcosa nella vita non appare come vorremmo, viene spesso scartata. Ma nelle cose rifiutate si può nascondere la più grande delle benedizioni", afferma Vernon. E, come nel racconto di Matsyendra, la storia della vita di Goraksha sottolinea il risveglio delle nostre potenzialità malgrado ogni sorta di ostacoli.

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