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Mandala, mappa dell'inconscio

di Marilia Albanese, foto di Emilio Garavoglia

 

Il simbolo è da sempre lo strumento ottimale per entrare in comunicazione profonda con piani diversi della realtà. E' descrittivo ma diviene evocativo, è visibile, ma rimanda all'invisibile. Irrompendo dentro la psiche, emozionandola e dinamizzandola, spezza gli schemi razionali costrittivi e rimanda l'uomo alla sua dimensione divina.


Proiezione della psiche

Il Mandala è un diagramma di form geometriche e antropomorfe, proiezione della psiche e percorso che conduce all'illuminazione. Nel Mandala la dimensione cosmica, umana e divina trovano la loro giusta ricomposizione. Con Mandala si intende una struttura circolare con tutte le sue parti componenti equidistanti dal centro.


Strumento di liberazione

Una delle finalità pratiche che l'uso del Mandala persegue è la realizzazione di se stessi in piena libertà, senza condizionamenti esterni e sovrastrutture.Nel momento in cui viene al mondo, l'uomo ha dentro di se impressioni lasciate dalle esistenze precedenti nelle quali egli ha accumulato Karman, ovvero crediti di gioia e di dolore, a seconda che abbia compiuto azioni positive o negative. Questo percorso nei meandri della psiche presenta situazioni simboliche: il tracciato del Mandala evoca lo stesso percorso psicologico di esplorazione interiore con lo scopo di combattere e annullare tutte le ostruzioni mentali che sviano alla ricerca dell'equilibrio.

Attraverso le fasi di costruzione del Mandala, si eliminano le fluttuazioni del pensiero. In tal modo è possibile procedere a un progressivo svuotamento della ment per realizzare quel vuoto interiore che è l'indispensabile condizione per la suprema conoscenza.


Gli elementi costitutivi

La forma più comune nella quale si presenta un Mandala è una serie di cornici circolari concentriche, che ospitano una struttura quadrata con quattro elaborate porte disposte a croce. In questa struttura si inseriscono divinità e oggetti simboloci di varia forma. Le cornici circolari che racchiudono il Mandala evidenziano le diverse trasformazioni coscienziali che il meditante deve realizzare per poter raggiungere l'illuminazione.

La prima cornice simboleggia il fuoco purificatore della conoscenza che brucia i pensieri mondani e trasforma lamente, la seconda cornice esprime la forza della determinazione nel perseguire  il sentiero dell'illuminazione e l'assenza di paura che fa superare qualsiasi ostacolo, la terza cornice si articola in otto "cimiteri" o luoghi di cremazione che indicano come gli stati di coscienza debbano essere annientati per acquistare la vera visione. Il cimitero, con le sue angosce e le sue paure, si trasforma per "coloro che sanno" in un luogo di transito, ove la morte simboleggia l'iniziazione che fa rinascere a un'altra dimensione spirituale.

La quarta cornice, l'ultima, rimanda al cuore del praticante e alla sua interiorizzazione e attesta la pura devozione che lo anima, rendendolo degno di entrare nel palazzo del Mandala. Il Palazzo è protetto da alte mura e nelle mura si aprono, in direzione dei punti cardinali, quattro porte dette Torana. Le porte sono presidiate da divinità in atteggiamento irato, pronte a scoraggiare i non iniziati dal penetrare all'interno. Questa raffigurazione mostruosa è tuttavia bifronte: da forma sì ai contenuti perturbatori della mente, ma al tempo stesso è il mezzo adeguato per combatterli.

L'area all'interno del Palazzo del Mandala viene ripartita utilizzando quadrato, cerchio e triangolo, da soli oppure in combinazione. Comunque sia, la costruzione è sempre simmetrica e ospita in ciascuno spazio particolari divinità o forme del Buddha che lo presidiano.

Disegnare il Mandala è un'operazione estremamente complessa e bisogna distinguere tra quelli eseguiti per le cerimonie iniziatiche o propiziatorie, che sono temporanei e vengono poi distrutti, e quelli invece fatti con l'intento che durino nel tempo e servano da supporto stabile per la concentrazione, l'evocazione e la meditazione.

Infine, perchè il Mandala sia davvero paradigma sacro, è indispensabile la recitazione del mantra adeguato che evoca il Divino e lo invita ad animare quanto si è costruito 

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