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YOGA ANTISTRESS
YOGA GRAVIDANZA
saggezza
miti/riti
Accogli il cambiamento
di Eros Selvanizza
Il valore dello yoga lo si scopre attraverso la pratica che conferisce al corpo forza e, soprattutto, quella flessibilità indispensabile per misurarsi con la grande sfida dell’invecchiamento. Si è soliti pensare che la vecchiaia sia caratterizzata da rigidità, mentre l’agilità sia una qualità della giovinezza.
A tal proposito, significativo diventa l’esempio di grandi maestri che, grazie a questa disciplina, hanno sempre mantenuto il corpo flessuoso fino a tarda età. Generalmente le attività sportive, con l’avanzare degli anni, evidenziano i nostri limiti, mentre lo yoga prepara il corpo ad affrontare il naturale corso della vita. È evidente che la flessibilità fisica, di cui si parla, è solo l’aspetto esterno, più tangibile, mentre quella mentale (più celata) viene definita per antonomasia la madre dell’adattabilità, la chiave stessa dell’evoluzione.
La vera flessibilità, tuttavia, scaturisce dalla consapevolezza che possiamo comprendere e superare i mutamenti che ci coinvolgono solamente quando siamo centrati nell’unico punto di riferimento che nello yoga prende il nome di “Sé”. Lo stesso Swami Shivananda, fondatore della Divine Life Society di Rishikesh, consigliava queste tre A “Adapt, Accomodate, Adjust” (Adattati, Accomodati, Aggiustati), come i tre principi guida per poter affrontare qualsiasi situazione, coscienti della necessità di armonizzarsi all’eterna legge del cambiamento.
In “Se”, la famosa lettera di Kipling al figlio (1910), l’autore esplora poeticamente la relazione tra il cambiamento e il Sé.
Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”.
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!
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