saggezza

miti/riti


torna all'elenco   stampa   TAF   commenti leggi i commenti

La tartaruga

di Marilia Albanese / Foto di Giorgio Majno


Nello yoga sono molte le posture che si riferiscono al mondo animale. La loro esecuzione, accanto al più esplicito intento di evocarne le caratteristiche e le attitudini, influisce anche nell’ambito più sottile dell’inconscio e degli archetipi, collegandosi ai significati simbolici che molti animali rivestono nella cultura indiana.

Già significativi nella cosiddetta Civiltà della Valle dell’Indo (in piena fioritura nel II millennio a.C.) animali quali il toro, la tigre, il bufalo, il serpente e altri ancora vennero assunti nella cultura hindu quali vahana, ovvero “cavalcature” degli dei, e proiezioni di alcune specifiche qualità associate ai loro signori. Nel caso di kurma (la tartaruga), l’animale non è una “cavalcatura”, ma una forma del Divino. In uno dei miti più antichi (risalente al IX sec. a.C. circa) che raccontano la nascita dell’Universo, il dio progenitore Prajapati schiacciò il guscio dell’uovo cosmico e con il composto ottenuto creò una tartaruga, simbolo del mondo: la parte ricurva superiore della corazza dell’animale costituì il cielo, quella inferiore la terra e il corpo racchiuso nel carapace l’atmosfera. Considerata l’elemento vitale nel processo della manifestazione, la tartaruga giocò un ruolo fondamentale nella costruzione dell’altare del fuoco fin dal I millennio a.C., venendo racchiusa all’interno del primo strato di mattoni per garantirne la stabilità. Inizialmente viva, fu in seguito sostituita da immagini in pietra, argento e oro.


Secondo la leggenda

Inizialmente associata al dio Prajapati, kurma venne quindi assorbita tra gli avatara (le discese salvifiche del dio Vishnu) e giocò un ruolo fondamentale nel famoso mito della zangolatura (metafora della creazione, ndr) dell’oceano. Prima che il mondo avesse origine, i deva (gli dei) erano continuamente minacciati dai danava (sorta di antidei demoniaci), per cui si erano rivolti a Vishnu, Signore della Provvidenza, che aveva consigliato agli dei di procurarsi l’ambrosia che rendeva immortali.

Il prodigioso nettare giaceva nelle profondità dell’oceano di latte e per estrarlo gli dei avrebbero avuto bisogno dell’aiuto dei danava, per cui promisero loro una parte dell’ambrosia. Stretto il patto, la montagna cosmica (che in questo mito è il monte Mandara) venne collocata nell’oceano con legato attorno il serpente Vasuki, in modo da ottenere una zangola (arnese per fare il burro, ndr). Le due parti cominciarono a tirare il rettile, gli dei per la coda e i demoni per la testa, facendo girare la montagna come un frullino, ma questa cominciò ad affondare e allora Vishnu, assunta la forma di tartaruga, scese nell’oceano per fare da base al Mandara.

Durante la zangolatura emersero esseri e oggetti meravigliosi: la bellissima dea Lakshmi, che divenne sposa di Vishnu; le Apsaras, ninfe celesti; Surabhi, la vacca dell’abbondanza; il cavallo bianco; la luna; il gioiello kaustubha che orna il petto di Vishnu; l’albero di parijata che esaudisce i desideri, etc. Ma nel frattempo si era sprigionato anche un velenoso miasma e Shiva, per salvare l’Universo, lo inghiottì prontamente striandosi la gola di blu e meritandosi il nome di Nilakantha (“Colui che ha la gola blu”). Finalmente emerse Dhanvantari, il medico degli dei, con l’ampolla dell’ambrosia fra le mani. I danava cominciarono a reclamare a gran voce la loro parte, ma Vishnu, assunte le spoglie di Mohini, una splendida fanciulla, li incantò con il suo fascino e distribuì l’ambrosia agli dei. Questi, rinvigoriti, sconfissero i danava e divennero signori dell’Universo.


Suprema conoscenza

Il mito sottende numerosi significati simbolici. Per prima la vita, racchiusa in potenza nell’oceano di latte, simbolo del fertile caos, la quale richiede il moto per venire all’essere. Non solo, l’operazione congiunta di deva e danava sottolinea come il dinamismo dell’esistenza necessiti di forze polari per avere luogo. Il suo dispiegarsi, però, non è frutto del caso, ma provvidenziale strutturarsi attorno a un asse cosmico (in questo caso il monte Mandara), che ha la sua base nel Divino, cioè Vishnu nell’aspetto di tartaruga.

Vasuki, il cobra policefalo, rappresenta le potenzialità della natura e il suo distendere le spire simboleggia l’attivarsi della manifestazione. Il veleno, ovvero la negatività, è parte del processo vitale, ma la sua neutralizzazione è garantita dagli dei. Lo esplicitano l’intervento di Shiva e ancora di più quello di Vishnu come Mohini, che attribuisce il premio ai deva, poiché sono le potenze della luce a essere incaricate di reggere il cosmo. Il personaggio di Mohini racchiude una doppia valenza: provvidenziale per gli dei e attrazione fatale, che svia e allontana dalla meta, per i demoni. La bellezza, infatti, può essere iniziazione e salvezza oppure confusione e dannazione: è la maturità spirituale che fa la differenza. Così l’ambrosia (in sanscrito amrita ovvero “immortalità”) in effetti non è l’elisir di lunga vita, bensì la suprema conoscenza che rende divini.


Pratyhara

In alcuni Purana (le “Storie Antiche” fondamentali per conoscere il mondo concettuale, mitico e rituale hindu, composte in numero di 18 fra il III e il VII sec. d.C.), Bharata, ovvero l’India, viene immaginata distesa sul dorso di una gigantesca tartaruga. Inoltre, uno dei Purana, il XV, porta proprio il nome di Kurmapurana, in quanto fu rivelato da Vishnu in forma di kurma. In seguito la tartaruga fu assunta come simbolo dell’uomo stabilmente raccolto in se stesso e, nello yoga, venne associata al pratyahara, la silenziosa introversione che convoglia l’attenzione all’interno del proprio essere. In questa dimensione dello stare in sé e con sé si sperimenta lo stato di unità e completezza che è l’indispensabile condizione alla vera concentrazione e all’autentica meditazione.

torna all'elenco   stampa   TAF   commenti leggi i commenti



YOGA DIRECTORY 2011 - Guida alle Scuole di Yoga d'Italia

YOGA MAP - La mappa delle scuole di yoga in Italia

yoga journal su facebook

Esplora i tuoi sensi e scopri se sei una tigre dell'energia sensibile!

cerca la posizione

dove
praticare

vieni a scoprire le principali scuole di Yoga della
tua città

ayurveda test

Di che dosha sei?

Secondo l'Ayurveda ognuno di noi nasce con una "costituzione" individuale basata su un particolare rapporto tra i dosha Vata, Pitta e Kapha.

Compila il test

yoga facile in un mondo difficile

lettere alla redazione

dialoga con la nostra redazione e inviaci le tue lettere.

» scrivi alla redazione