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SPEZIE DI PRIMAVERA
di Rita SpàngaroLe più efficaci? Pepe, peperoncino, zenzero e coriandolo; ma anche cannella, cardamomo, cumino e curcuma. Sono le spezie diaforetiche, o più comunemente dette sudorifere, che aiutano cioè l’organismo ad abbassare la temperatura del corpo in caso di necessità. Largamente utilizzate dalle popolazioni che vivono nei climi torridi per favorire la traspirazione e sopportare al meglio le alte temperature, le spezie diaforetiche sono state impiegate per secoli anche dalla medicina popolare per risolvere stati influenzali e febbrili in genere. Sono infatti tra gli alimenti che contengono le più alte concentrazioni di acido acetilsalicilico, una sostanza capace di esercitare un’azione vasodilatatrice a livello cutaneo, indurre la liberazione del calore corporeo attraverso la sudorazione e riportare quindi la temperatura a valori normali.
Contengono inoltre alti quantitativi di caroteni, potassio, magnesio e sodio: minerali che vengono persi durante la sudorazione e che, con l’assunzione di un pasto speziato, possono essere facilmente reintegrati. L’importante è usarne sempre piccole quantità, come raccomanda anche la cucina ayurvedica. «Per l’Ayurveda le spezie sono veri e propri farmaci, di cui è bene non abusare» spiega Antonio Morandi, neurologo esperto di medicina ayurvedica e direttore della clinica Ayurvedic Point di Milano.
Benefico sudore
Esiste un’altra buona ragione per programmare l’uso delle spezie in cucina con l’arrivo della stagione calda. La sudorazione indotta da pepe, peperoncino, zenzero e coriandolo stimola infatti la pelle a eliminare le tossine accumulate, aiutando così i tessuti a disintossicarsi. Un ottimo metodo, quindi, per depurare l’organismo e regolare l’equilibrio elettrolitico in vista dell’estate.
A confermare l’utilità dell’assunzione delle spezie durante la stagione calda è anche la cucina ayurvedica, che le raccomanda per favorire i processi digestivi rallentati dal clima torrido e umido. «Il potere digestivo del nostro organismo - chiarisce Morandi - interagisce strettamente con la temperatura corporea. Quanto maggiore è il caldo esterno, tanto più dovrò diminuire il caldo interno attraverso la digestione».
Abbinamenti
Ma come effettuare i corretti abbinamenti tra spezie e alimenti?
Particolarmente adatte nella stagione Kapha, ovvero i mesi primaverili in cui non dovrebbero essere consumate eccessive quantità di cibo, le spezie andrebbero combinate con orzo, mais o riso basmati fra i cereali, oppure a legumi come soia e lenticchie e a verdure fresche e di stagione come asparagi, cipolle, insalata, patate, piselli, ravanelli e zucchine. Per la stagione Pitta, che comprende i mesi estivi, la cucina indiana predilige piatti leggeri e semi freddi dal sapore dolce, amaro e speziato, insieme a formaggi freschi, yogurt, legumi, cereali (avena, grano, orzo, riso basmati) e verdure di stagione: cetrioli, fagiolini, lattuga, melanzane, patate, piselli e zucchine.
Lo yogurt, in particolare, è considerato dalla cucina ayurvedica un alimento fondamentale per la digestione e, per la sua azione calmante, è utilizzato proprio con piatti di verdure contenenti spezie
molto forti.
Multitasking
Non soltanto diaforetici, pepe, peperoncino, zenzero e coriandolo possiedono innumerevoli proprietà. Originario dell’India e ricavato da una liana rampicante tropicale lunga fino a quindici metri, il pepe è antisettico, stimolante delle secrezioni salivari e gastriche, tonico-digestivo. In commercio si trova ma cinato o a bacche intere ma è più conveniente acquistarlo in grani perché, una volta macinato, perde rapidamente il suo aroma. Presente in natura in moltissime varietà, dal dolce al molto piccante, il peperoncino è un efficace stimolante gastrico capace di normalizzare la digestione. È inoltre un antibiotico naturale e un potente antiossidante. Meglio consumarlo fresco sulle pietanze, piuttosto che
essiccato, per non disperderne le proprietà. Lo zenzero è invece un rizoma tuberoso utile contro nausee, difficoltà digestive e meteorismo intestinale. Si consuma fresco, grattugiato o a fettine, oppure essiccato o in polvere. La radice fresca si conserva in frigorifero, in un sacchetto di carta, anche per due mesi. Usato sia in polvere sia in semi, il coriandolo dissipa infine i gas intestinali e tonifica il tratto digerente.
Rita Spàngaro
LE RICETTE DA PROVARE
Verdure alle spezie e latte di cocco
Sorbetto giallo alla pera e cannella
PER APPROFONDIRE
Che cos’è il curry
In India non esiste una polvere di curry già pronta. Le donne preparano i mix speziati (masala) poco
prima dell’uso, variando le combinazioni. Un curry può contenere tre o quattro spezie, o arrivare a una dozzina. Tra le costanti: peperoncino rosso, coriandolo, chiodi di garofano, cardamomo, cannella, cumino, zenzero e curcuma. La polvere si conserva in barattoli di vetro e si consuma in poco tempo per non disperderne l’aroma.
Trova on line
• www.eco-mondo.it
Negozio con un fornito catalogo: cannella in bastoncini o macinata, cardamomo in semi, curcuma
e coriandolo.
• www.culturavedica.com/spezie.htm
Una bella pagina che contiene un dizionario ragionato delle spezie, con indicazioni degli usi e degli effetti terapeutici nella cucina vedica.
• www.peperoncino.org
Un portale a tema, con ristoranti, aziende dove acquistarlo, usi e ricette.
DA LEGGERE
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Secondo l'Ayurveda ognuno di noi nasce con una "costituzione" individuale basata su un particolare rapporto tra i dosha Vata, Pitta e Kapha.
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