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Giardino di armonia

di Margherita Lombardi e Corinna Montana Lampo


Grande o piccolo che sia, un giardino è un bene impagabile, per riposare la vista e l’anima, riscoprire suoni e ritmi della natura, ritrovare se stessi e la pace interiore. Ma anche un terrazzo, un cortile e perfino un davanzale o un angolo di casa assolvono allo scopo: ciò che conta è fare entrare le piante e i loro influssi benefici nella nostra vita.

Del resto, in Occidente, si sta affermando sempre più la concezione del verde coltivato secondo il Vastu Vidya, l’antica scienza indiana dell’abitare progenitrice del Feng Shui cinese, che spiega come organizzarlo e suddividerlo, correggerne le eventuali imperfezioni e rafforzarne i punti deboli, così da favorire la libera circolazione dell’energia dall’esterno verso l’interno della casa e viceversa.

Da bandire, innanzitutto, appezzamenti di forma irregolare, in tal caso è necessario squadrare gli angoli. Il terreno deve essere di aspetto gradevole: rossastro, giallo o nerastro; compatto, privo di sassi e senza buche, ricco di acqua, ma non fangoso; se ci sono ceppi è bene sradicarli e così pure cespugli spinosi. Da evitare alberi di grandi dimensioni a ridosso della casa e in particolare delle finestre: infatti, dall’interno, la vista deve poter spaziare lungo tutto il giardino e oltre. Se possibile, è bene inserire l’elemento acqua, con la presenza di uno stagno o una fontanella, indispensabile sia per l’equilibrio naturalistico del giardino sia, come forte fattore energizzante, per il benessere psicofisico.

Veniamo dunque alle piante, la cui scelta è in funzione del tipo di clima, terreno ed esposizione del giardino, ma non solo. «Devono essere di facile coltivazione e aspetto armonioso, per portamento, fogliame e fiori; - avverte la paesaggista Cristiana Serra Zanetti - stare bene l’una accanto all’altra e garantire colore e interesse in stagioni diverse. Come? Accostando sempreverdi, caducifoglie e fioriture successive in modo da avere qualcosa da ammirare tutto l’anno». Infatti, utilizzare tutti e cinque i sensi ottimizza il fluire dell’energia.

Sarebbe bene inserire piante, oltre che ornamentali anche profumate, da assaggiare, ascoltare e toccare. Non c’è che l’imbarazzo della scelta: per le prime, potete assicurarvi un anno intero di profumi con arbusti e rampicanti come calicanto, mahonie, magnolie, lillà, filadelfi, rose e rincospermi (nei climi miti, mimose, dature, gardenie e gelsomini), lavande e gerani odorosi, assieme a fiori come viole, narcisi, gigli, violaciocche e nicotiana. E se qualche albero da frutta (ma anche rosmarini, rose da bacca e prugnoli) allieta il palato e nutre insetti e animali selvatici, bambù, betulle, salici e graminacee ornamentali accarezzano l’orecchio con il frusciare dei loro fogliami anche con la brezza più lieve. Mentre artemisie, salvie, seneci e santolina offrono al tatto foglie deliziosamente pubescenti, pini, ciliegi, platani e betulle hanno cortecce ora ruvide ora lisce. Infine, peonie, papaveri e viole del pensiero sono dotate di corolle morbide come la seta o il velluto.


Sul terrazzo e in casa

Per terrazzi e balconi valgono le medesime considerazioni, seppure con inevitabili limiti architettonici e ambientali. Per movimentare l’insieme e lasciare defluire l’energia, è consigliato utilizzare vasi di dimensioni diverse, in legno o terracotta, che lasciano respirare terra e radici. Se il terrazzo lo consente, è bene allestire grandi fioriere su misura in cui coltivare le piante in modo più spontaneo. Per la pavimentazione, puntare sulla pietra o, meglio ancora, sul legno così gradevole da percorrere anche a piedi nudi. Alla portata di tutti, infine, le piante da interno che, oltre a essere di per sé decorative e a riconnetterci con le energie della Terra, ci aiutano a tenere l’aria pulita, assorbono le radiazioni elettromagnetiche e contrastano l’artificiosità dell’ambiente domestico.

Condizioni necessarie sono: una temperatura non superiore ai 20 °C, una buona illuminazione, un’umidità sufficiente e la giusta distanza da correnti d’aria e caloriferi. Se poi, in veranda o accanto a una vetrata, si può ricreare l’atmosfera di un giardino d’inverno, con gardenie, banani, begonie e bambù, nei locali e negli angoli meno luminosi affidatevi, invece, a ficus, kenzie e dracene, e in quelli più umidi, come bagno e cucina, a felci, capelvenere, pothos e tillandsie.

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