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Effetti sonori

di Richard Mahler, disegno di Anna Muzi

 


Il mondo è pieno di rumori. Molti di noi ne sono assuefatti e ne subiscono danni inconsapevolmente, altri invece hanno sviluppato un’ipersensibilità e ne sono infastiditi. Purtroppo non sempre è possibile isolarsi dal rumore, ecco allora come rendere positivo ciò che non lo è, ovvero come utilizzare i rumori quotidiani nella pratica meditativa.


Udito neutro

Quando si ricerca una profonda concentrazione, è bene lasciare che i suoni sgradevoli assumano una valenza simile a quello del respiro, delle emozioni, del pensiero e delle sensazioni corporee. Questo esercizio di concentrazione volontaria mette alla prova la nostra tendenza alla distrazione. La difficoltà consiste nel fatto che, malgrado la nostra intenzione a focalizzare e mantenere la concentrazione su un punto, la mente continua a seguire i suoi schemi abituali e a perdersi nella sua attività. Lasciando che i suoni fluiscano liberi attraverso la nostra consapevolezza, senza essere coinvolti in analisi, giudizi e preferenze, possiamo allenarci a mantenere la calma, nonostante tutti gli stimoli che normalmente potrebbero innervosirci, distrarci o disturbarci.

Sintonizzarsi

Il primo passo verso l’utilizzo intelligente del suono consiste nel concentrarsi su ciò che si sente. Così, come si focalizza la consapevolezza sulla respirazione nella meditazione, allo stesso modo si fa attenzione a tutto ciò che giunge alle orecchie, cercando di cogliere quei suoni che generalmente ci sfuggono. Man mano che si rallentano i pensieri per ascoltare, ciascun orecchio diventa una specie di antenna, pronta a raccogliere impressioni vicine e lontane. E si arriva a notare che ogni luogo ha la sua “firma sonora”, unica come un’impronta digitale.

Decifrare i rumori

Quotidianamente siamo in presenza di vari suoni: il ronzio del frigorifero, il rombo delle auto, il ticchettio di un orologio, etc. L’attenzione vigile consente di “trasformare” in meditazione questi rumori. Per sperimentarlo, scegli un momento della giornata in cui sei a casa e non rischi di essere interrotto per almeno 20 minuti, quindi assumi una comoda posizione da seduto. Per prima cosa, concentra la tua consapevolezza sul respiro. Dopo qualche minuto, sposta l’attenzione sull’udito. Resistendo al desiderio di farti coinvolgere dai suoni che ti circondano, limitati ad analizzarli. Nota come alcuni rumori nascono e scompaiono rapidamente o si sentono una sola volta, mentre altri sono costanti e ricorrenti. Osserva le diverse qualità di ciascun suono e come si manifesta in te il desiderio di associarli a immagini mentali o emozioni. Mentre ti sintonizzi, coltiva uno stato di consapevolezza distaccata e indifferente, che consenta all’insieme di suoni che ti circonda di penetrare senza sforzo nella tua coscienza. Se ti accorgi che la tua attenzione è stata catturata da un particolare rumore e magari hai iniziato a fantasticare, prendine atto e torna a uno stato di consapevolezza distaccata. La prima volta le distrazioni saranno frequenti, ma con l’esercizio dovrebbero diradarsi. L’importante è diventare coscienti del proprio coinvolgimento e sviluppare la capacità di distaccarsi. Una volta sperimentata la “meditazione sonora” a casa, provala in altri luoghi, per esempio al lavoro, in palestra, a scuola o in viaggio. Se ti muovi con i mezzi pubblici, mettila in pratica durante gli spostamenti. Inizialmente i rumori della città possono distrarti, ma con il tempo, il rapporto con i suoni che prima ti disturbavano muterà radicalmente.

Accettazione

Questo tipo di sintonizzazione è utile in ogni momento. È necessario un vero e proprio sforzo per concentrare la mente inesperta e vigile del principiante sugli stimoli sensoriali più comuni. Sottoposti a una serie infinita di sollecitazioni uditive, tendiamo a ridurre al minimo la consapevolezza dei suoni quotidiani, a meno che non siano particolari. Per riuscirci ricorriamo a vari trucchi, ignorando ciò che è normale per ridurre distrazione e nervosismo. Molti rumori vengono considerati incredibilmente fastidiosi (per esempio, i furgoni della nettezza urbana che passano alle 5.30 del mattino). Tuttavia, la cosa più difficile è accettarli con spirito di equanimità. Non significa non farci caso, quanto piuttosto non essere sopraffatti dalle reazioni che ci provocano.

Consapevolezza

Secondo alcuni studiosi buddhisti, con l’aumentare della saggezza siamo in grado di mantenere pace e serenità interiori indipendentemente dalle sensazioni esterne, compresi suoni sgradevoli. Invece di farci travolgere dall’energia negativa di un rumore, impariamo a lasciare scorrere queste vibrazioni senza che ci scalfiscano. Così sviluppiamo un puro ascolto di mente e cuore. Infondere consapevolezza e moderazione (yama) nelle nostre orecchie equivale a portare attenzione cosciente sul respiro, sull’equilibrio e sui muscoli mentre eseguiamo gli asana. Entrambe queste pratiche possono diventare strumenti per sviluppare consapevolezza e abbandono, qualità che favoriscono la salute.

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