Home / Pratica  / Focus Terapeutico  / Colonna cervicale: Basta dolori

Colonna cervicale: Basta dolori

Perno tra mente e corpo, ecco perché e come prendersene cura

di Antonella Malaguticolonna cervicale

 

Centro polifunzionale che ha lo scopo di sostenere il capo e di proteggere strutture vascolari e nervose che regolano funzioni vitali, connesso con la ghiandola tiroide, la glottide, l’apparato fonatorio e con i nervi dell’apparato sensoriale, viscerale e respiratorio, la colonna cervicale è asse portante dell’essere e del pensiero più di quanto si immagini. Approfondiamo l’argomento con Mario Longhin, ideatore del metodo SpineYoga (vedi box).

 

Asana e tecniche mentali

Le posture yogiche creano modificazioni pressorie interne, mediante compressioni e stiramenti, che vengono mantenute nel tempo in precise aree producendo effetti fisiologici rilevanti su circolazione sanguigna e linfatica, nervi, ghiandole e organi; inoltre stimolano e tonificano il sistema articolare e muscolare (in modo particolare i plessi della colonna vertebrale).

 

Il perno delle pratiche yogiche

Indirettamente, la colonna vertebrale regola tutte le funzioni vitali mediante i centri energetici (chakra), le nadi, i plessi nervosi, le ghiandole endocrine: in questa prospettiva si comprende perché essa rappresenti il punto centrale di tutte le pratiche yogiche. L’area cervicale è particolarmente rilevante, in quanto sostiene la testa e influisce sul funzionamento di occhi, orecchie, lingua, deglutizione e fonazione; nonché del cervello e, tramite il nervo vago, del cervello addominale. La forma della colonna vertebrale diventa la forma che il corpo assume nello spazio: una colonna allineata crea uno straordinario equilibrio posturale, che si riflette a livello organico e psichico.

 

cervicale anatomiaRespirazione “vertebrale”

Nella relazione tra colonna vertebrale, sistema nervoso e funzioni organiche, ha un ruolo strategico il diaframma, che può funzionare in modo ottimale solo se la colonna mantiene la sua naturale estensione, sostenendo adeguatamente la gabbia toracica: il nervo motore che aziona il diaframma inserendosi nel tendine centrale è il nervo frenico, che origina dalle vertebre cervicali. Il diaframma è considerato il “cuore venoso”, per l’azione che svolge a livello circolatorio richiamando il sangue dalla periferia al cuore, in sinergia con l’azione dei muscoli. Oltre a questo, il diaframma svolge un ruolo di primaria importanza per la relazione a livello miofasciale con gli organi interni, ricordati come le tre “P”: pericardio (cuore), pleura (polmoni), peritoneo (organi addominali) e con il plesso solare, che regola l’attività di assimilazione del cibo.

 

Nervo vago e tiroide

Questo complesso di funzioni è considerato il cervello addominale, che dialoga con quello encefalico mediante il nervo vago, che origina dal tronco encefalico e attraversa la regione cervicale per inserirsi negli organi del tronco.

Nell’equilibrio generale merita attenzione il ruolo detossificante svolto dalla tiroide, per importanza pari a quello del fegato, a cui si riferisce anche il ruolo di Vishudda, il chakra della purificazione. Se il corpo è intossicato, non possiamo avere una mente pura. Una cervicale alterata da un punto di vista biomeccanico aumenta la tensione muscolare e miofasciale dei muscoli del collo, influenzando nervi e vasi connessi alla tiroide e ne condiziona i processi fisiologici. Queste tensioni, unite a un diaframma poco elastico, alterano il tono della voce, influenzando la personalità e le relazioni.

 

Colonna da proteggere

Per queste importanti relazioni funzionali è fondamentale prendersi cura della colonna cervicale . Quando le vertebre cervicali non sostengono in modo corretto la testa, essa si sbilancia creando tensioni o compressioni anomale, rigidità legamentose e muscolari che, a lungo andare, possono danneggiare i dischi intervertebrali, irritare i nervi e vasi che fuoriescono dai forami e le funzioni a essi correlate.

Ecco perché, quando si pratica l’hatha yoga. è bene ricordare il principio di Patañjali secondo cui “l’asana deve essere stabile e confortevole” e il fatto che anche le pratiche fisiche sfociano nello yoga mentale e spirituale e devono sottostare ai principi dettati nel Raja Yoga di Patañjali, in primis Ahimsa, ossia non nuocere a sé e agli altri con pensieri, parole e azioni. Buona parte delle cautele raccomandate negli asana riguardano la regione cervicale e della testa, e i motivi sono evidentemente validissimi.

 

BOX BIOGRAFICO

Mario Longhin

Osteopata, massofisioterapista, esperto di biomeccanica della colonna vertebrale e ideatore di Spine Yoga, un metodo con sequenze di asana e pranayama specifici per il benessere della colonna vertebrale e l’allineamento scheletrico-posturale (www.spineyoga.it ).

ARTICOLI CORRELATI

Virtù e benefici della vaniglia

Uno yogi in Occidente: André Van Lysebeth è uno dei primi a introdurre l’educazione al tantrismo

http://www.studioyogabrescia.it

DESIDERO RIMANERE AGGIORNATO SULLE INIZIATIVE DI YOGA JOURNAL
LINK SPONSORIZZATI
NO COMMENTS

Sorry, the comment form is closed at this time.