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Il Cuore, nella medicina Ayurvedica

Un organo generoso, che detta il ritmo della vita e va protetto dagli eccessi di stomaco e intelletto

di Swami Joythimayananda

 

cuoreIn sanscrito il cuore è chiamato Hidayam, che significa “questo”, in riferimento a “anima individuale”. Proprio da “questo” hanno origine le emozioni, come amore, devozione, compassione, felicità, gioia, tristezza. L’Ayurveda considera il cuore il principale organo del nostro corpo, più importante del cervello stesso (Sahasrara e Ajna Chakra), che è sede della mente e luogo in cui agiscono Ego e intelletto. Dal cuore, tutte le emozioni sono trasmesse ai chakra del corpo per mezzo dell’intelletto. Durante la lettura del polso, l’esperto in Ayurveda percepisce il funzionamento del cuore e lo stato dell’anima con un tocco leggero del dito indice sul polso sinistro del paziente. Il corretto funzionamento di ogni organo è determinato dallo stato del chakra di riferimento – che a sua volta è condizionato dalla qualità delle emozioni che lo attraversano: è di fondamentale importanza che Anahata Chakra, il quarto chakra, quello del cuore, sia costantemente in armonia. Secondo la cultura vedica, il cuore è sede dell’anima (responsabile del primo battito cardiaco in ogni embrione): ha nel suo centro uno spazio vuoto che ne è la dimora. Il cuore è come una grande madre profondamente altruista che trasforma, con l’aiuto dei polmoni, il sangue carico di impurità in nutrimento attivo per le cellule del corpo, praticando, di fatto (e senza sosta), rinuncia e distacco, poiché “nulla trattiene per sé”. Le principali cause di malattie cardiache sono legate a disfunzioni di altri organi, in particolare da quelli dell’apparato digerente. Ma alcune disfunzioni del cuore sono causate anche da “errori dell’Ego e dell’intelletto”, dovuti a una cattiva gestione del proprio stile di vita; l’Ego, infatti, può provocare nervosismo, così come l’intelletto può determinare conf litti, pensieri negativi e uno stato di confusione. Aspetti che è necessario imparare a gestire attraverso la conoscenza di se stessi.

 

Le 10 regole per un cuore d’oro

Il decalogo quotidiano di Swami Joythimayananda per mantenere il cuore sano e forte:
➊ Mangia poco e in maniera bilanciata, seguendo preferibilmente una dieta vegetariana
➋ Non fumare e concediti un solo caffè
➌ Evita lo stress mentale
➍ Coltiva amore e affetto. Trasmetti agli altri sensazioni di dolcezza, leggerezza e pace
➎ Parla poco e ascolta sempre
➏ Ridi spesso con serenità
➐ Esegui abitualmente esercizio fisico, soprattutto yoga al mattino a digiuno (ottima pratica è mantenere ogni mattina Sarvangasana, la Candela, per 3 minuti e Matsiasana, la Posizione del Pesce, per un minuto)
➑ Pratica ogni giorno Pranayama – respirazione controllata – (particolarmente benefica per il muscolo cardiaco è Nadishudhi, la respirazione a narici alternate, eseguita per 10 minuti)
➒ Canta ogni giorno mantra (Gayatri Mantra è ideale)
➓ Medita in Gnana Mudra (pollice e indice uniti)

 

Tra terra e cielo
Il cuore è posizionato con un’inclinazione di 23 gradi rispetto alla spina dorsale (la medesima inclinazione dell’asse terrestre) e al suo interno, come una croce, si presenta diviso in quattro parti. La parte destra del cuore contiene sangue senza Prana (venoso), cioè privo di vita, e rappresenta lo stato di non manifestazione chiamato Purusha o Zero Assoluto, mentre la parte sinistra racchiude sangue puro, ricco di Prana (arterioso), e simboleggia il flusso della vita, cioè lo stato di manifestazione, chiamato Prakruti o Universo. La parte alta è costituita da tessuti più sottili e si riferisce al cielo, mentre la parte bassa, più densa, simboleggia la terra. I due “piani” hanno fra loro una connessione (tramite i ventricoli) per “ricevere e dare”. Secondo la cultura vedica l’uomo costituisce il punto di connessione tra terra e cielo, e svolge quindi lo stesso ruolo di una valvola cardiaca, che permette “l’interscambio” chimico ed emotivo fra alto e basso.

 

Info:ayurveda-ashram.it

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