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Cura dei tuoi muscoli

Scopri metodi dolci e naturali per stanchezza e fatica e pronti interventi per distorsioni o contratture

di Simona Acquistapace

 

Alleati_dello_sportLo yoga lo insegna bene: gli asana si eseguono “per mezzo del rilassamento dello sforzo” (Patañjali, “Yoga Sutra”, cap. 2, vers. 46). Niente sforzi, dunque, niente tensioni e contrazioni muscolari, in perfetto equilibrio tra volontà e abbandono. Eppure, può capitare di sbagliare, di metterci troppa determinazione o di fare lavorare muscoli che non dovrebbero essere coinvolti nell’asana, arrivando così a fine lezione affaticati e indolenziti.

Accumulo di acido lattico, contratture e distorsioni sono inconvenienti che si presentano soprattutto dopo un periodo di inattività. Fatica e dolore sono dunque esperienze comuni a chi fa esercizi fisici, ma che possono insegnare a conoscere meglio se stessi e i propri limiti. «Mai sopprimere il dolore – avverte Luca Speciani, podista ed esperto di medicine alternative e nutrizione (lucaspeciani.it) – Il ricorso ai farmaci antinfiammatori è altamente sconsigliato: non solo, spesso, danno spiacevoli effetti collaterali, ma ci privano anche di quella preziosa informazione naturale che è il dolore, capace di segnalarci quando è il momento di stare a riposo e di rispettare i tempi di recupero dell’organismo». Esistono però metodi dolci e naturali per alleviare stanchezza e fatica, o anche pronti interventi da attuare in caso di distorsioni o contratture. Dal ghiaccio ai bagni caldi, dalle creme alle erbe agli impacchi di argilla e ai sali minerali, ecco come favorire il ripristino del benessere e del relax.

 

Pronto intervento freddo o caldo

È un dubbio molto frequente: quando ci si fa male, meglio intervenire con il caldo o con il freddo? «Il ghiaccio è un antinfiammatorio naturale – spiega Speciani – capace di bloccare la reazione di riscaldamento che l’organismo mette in atto in caso di distorsioni e contusioni. Applicare del ghiaccio sulla parte lesa evita che questa si gonfi e che l’edema vada a peggiorare il danno, ostacolando la circolazione del sangue». Dunque, sì al ghiaccio, che però va applicato entro una decina di minuti dal trauma, perché da lì in poi diventa addirittura controindicato. Trascorso un po’ di tempo, infatti, l’alleato più prezioso della salute è il calore. Si può avvolgere la parte indolenzita in un panno riscaldato, oppure applicare la borsa dell’acqua calda, o ancora applicare una crema a base di erbe riscaldanti come mentolo, rosmarino o peperoncino rosso.

Esistono anche cerotti imbevuti di questi principi, che li rilasciano lentamente sulla pelle provocando una reazione di riscaldamento, indicata anche in caso di lombaggini e sciatica. In generale, comunque, se il dolore non è eccessivo, la cosa migliore da fare è camminare: in questo modo, infatti, si mette in funzione la pompa circolatoria che c’è sotto i nostri piedi e il sangue affluisce abbondantemente dappertutto, anche nella zona dolorante, riscaldandola e portandole i nutrienti necessari per la sua guarigione.

 

S.O.S. acido lattico

Quando ci si ritrova indolenziti dopo avere praticato un’attività superiore alle proprie forze, subito si pensa a un accumulo di acido lattico. «In realtà – spiega Speciani – l’acido lattico che l’organismo produce sotto sforzo, quando il muscolo lavora in carenza di ossigeno, viene smaltito al massimo un’ora dopo l’attività, senza lasciare ulteriori strascichi dolorosi. Perciò, quando si avvertono sensazioni fastidiose il giorno dopo la pratica sportiva, significa che si sono messi a dura prova muscoli di solito inutilizzati, creando microtraumi alle cellule muscolari (le cosiddette contratture). Il dolore insorge quando queste piccole “ferite” cominciano a cicatrizzarsi, 24-48 ore dopo lo sforzo. Un aiuto in questi casi consiste nell’assumere, durante l’attività fisica, una bevanda-integratore in grado di fornire acqua, zuccheri, vitamine e minerali (soprattutto magnesio e potassio, che hanno un’efficace azione sulla contrazione muscolare). In caso di indolenzimento, è consigliato un bagno in acqua calda (38 °C circa) in cui si sia disciolto 1 kg di sale marino integrale, grosso.

 

La regina: l’Arnica

Tra le piante, la regina degli antidolorifici, consigliata per traumi, distorsioni e contratture, è l’arnica. Contiene, infatti, un principio, l’acido silicico, in grado di stimolare le cellule a riparare il danno subito dal tessuto. Si può assumere per via omeopatica, sotto forma di granuli 200 CH monodose, una volta al giorno, oppure spalmata sulla parte dolente come crema o gel. Sono in commercio anche cosmetici, di solito creme e oli, a base di arnica, da applicare prima dell’attività fisica per proteggere da tensioni e crampi, oppure dopo, per aiutare il tessuto muscolare a distendersi.

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