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Il futuro per le scuole di Yoga

La situazione attuale e le prospettive dopo l’esclusione da parte del CONI dello yoga all’interno del registro delle attività sportive.

Il futuro delle Scuole di Yoga Italiane

scuole yoga in ItaliaDi Emina Cevro Vukovic

In data 20/12/2016, con la delibera n° 1566 del 20/12/2016, il Consiglio Nazionale del CONI ha ridefinito il numero delle discipline che possono iscriversi al Registro Nazionale del CONI delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche- che devono essere no profit- escludendo lo yoga. Sono state riconosciute come sportive discipline come il bridge, la dama, le bocce e sono state escluse il pilates, la gatka, il minibasket, il crossfit, il parkour, le arti circensi, le arti acrobatitche e molte altre discipline tra cui appunto lo yoga In generale il CONI ritiene sportive le attività che prevedono delle gare, però sono ammesse delle forme di ginnastica. L’elenco completo delle discipline approvate si trova sul sito del CONI ed è qui.

 

 

Cosa Cambia per le Scuole

L’ esclusione dello yoga determina dal 1 gennaio 2018 la cancellazione automatica dal Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche dei centri yoga che vi erano iscritti e fa decadere le molte agevolazioni fiscali previste, quali, se svolgono solo le funzioni istituzionali, il non obbligo della vidimazione dei libri contabili, il non obbligo di partita IVA, la possibilità di scaricare le spese di pubblicità, la possibilità di raccogliere donazioni. Inoltre chi lavora in una associazione o società sportiva dilettantesca non è tenuto a nessun versamento fiscale fino a 7500 euro e se il compenso è più alto ha comunque una tassazione agevolata. La normativa completa la trovate nel pdf allegato, va ricordato che le associazioni sportive dilettantistiche nel momento dello scioglimento se hanno accumulato un capitale lo devono regalare a una società sportiva.

 

Le prospettive

Dal 1 gennaio 2018 i centri yoga dovranno diventare delle società o delle associazioni culturali, e chiunque insegni yoga avrà, al momento attuale- ma la materia è in evoluzione- ha solo 3 possibilità di inquadramento fiscale.

  • Aprire la partita Iva
  • Essere assunto
  • Fornire una prestazione occasionale per un massimo di 5000 euro

Partita Iva. Ne esiste una agevolata, regime forfettario, fino a 30.000 euro lordi di guadagno, che prevede per i primi cinque anni il versamento del 21% all’INPS e del 15% sul 78% alla agenzia delle entrate. La gestione è piuttosto complicata e quindi normalmente va aggiunto il costo di un commercialista. Per chi guadagna di più esistono altre forme di partita IVA con versamenti maggiori che possono arrivare fino al 70%. Per chi insegna poche lezioni, la partita IVA agevolata risulta comunque difficile, i pochi guadagni se ne andrebbero tra tasse, INPS, commercialista, oltre al costo del luogo dove si insegna che non è scaricabile perché le spese sono già calcolate in maniera forfettaria.

 

Assunzione E’ possibile a partire da 4 ore settimanali di lavoro e prevede che venga dichiarato l’orario di lavoro, cosa non facile per un insegnante yoga, comporta da parte di chi assume un carico fiscale piuttosto consistente, per questo raramente è concessa.

 

Prestazione occasionale, Come dice il nome, è occasionale, non si può applicare se si tiene un corso regolare, neppure se insegna una sola ora alla settimana, può essere usata da chi saltuariamente insegna a corsi di formazione o workshop, ha una tassazione del 21% sul lordo.

 

 

Non solo Yoga

Va detto che la difficoltà a far quadrare i conti tra lavoro e prelievo fiscale non riguarda solo lo yoga, è la stessa di un fotografo, un geometra o qualsiasi altro lavoratore che non sia assunto. Quello che è specifico è che molti insegnanti yoga lavorano solo poche ore a fianco di un altro lavoro e per loro aprire una partita Iva risulta sproporzionato. Per venire incontro a questo tipo di situazione, che non riguarda solo lo yoga, probabilmente verranno rintrodotti i vaucher, modificati rispetto al passato, prevedendo un versamento all’INPS, con cui probabilmente potrà essere pagato chi lavora per una associazione culturale yoga fino a un limite di 5000 euro. Gli insegnanti dovranno farsi carico di una assicurazione personale qualora questa non venga fornita da una associazione di cui fanno parte.

 

 

Prospettive

La Ass. Metamorfosys di Trieste ritenendo ingiusta l’esclusione dello yoga dall’elenco delle discipline ammesse sta chiedendo al CONI di rivedere la decisione raccogliendo a questo scopo firme on line ( qui)  Altre associazioni, che preferiscono non essere nominate, stanno portando avanti per i loro soci delle trattative con società sportive che si occupano di ginnastica per far rientrare lo yoga in questa categoria. Altre associazioni ritengono che lo yoga non possa essere considerato solo una ginnastica. Comunque per il momento valgono per tutti la decisione del CONI e le disposizioni della Agenzia delle Entrate

Il consiglio dei commercialisti è di attendere la fine di settembre per valutare la strada da prendere, per quella data si saprà se sono rintrodotti e come funzionano i vaucher e se il CONI è tornato indietro nelle sue decisioni. Da evitare di accarezzare l’idea – che sta circolando – di trasformare il proprio centro in un ente di promozione sociale che deve essere assolutamente no profit, imbrogliando a questo livello il rischio penale è grave.

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