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Il sole dentro

Il calore corporeo è un indicatore del nostro stato di salute. Preservarlo è bene

di Simona Acquistapace

Illustrazione di Adriana Farina

 

Il sole dentroL’essere umano è caldo: ha in sé un calore originario che viene continuamente alimentato e mantenuto costante dai suoi organi, indipendentemente dalla temperatura dell’ambiente circostante (omeotermia). Secondo l’antroposofia, questo meccanismo di produzione del calore corporeo è un vero e proprio organismo, l’organi­smo di calore, specifico dell’uomo ed espressione dell’azione della sua parte spirituale nei confronti del corpo. Questa “valorizzazione” filosofica del calore ha importanti conseguenze nell’approccio al mantenimento della salute: preservare il buon funzionamento e la buona distribuzione del caldo nell’organismo è un fondamentale fattore di equilibrio e di benessere. Non solo, va cambiato l’atteggiamento verso i fenomeni infiammatori dell’organismo, quali la febbre. Da non considerare nemici da combattere, ma segnali di importanti processi di autoguarigione messi in atto dalla persona, intesa come unità psicocorporea.

 

Cosa lo favorisce: movimento e amore

 

Come una caldaia per funzionare bene ha bisogno di manutenzione, pulizia ed esercizio, anche l’organismo di calore va preservato nella sua piena efficienza attraverso buone abitudini di vita. «Il movimento è sicuramente un elemento positivo di calore – spiega Walter Legnani, medico oncologo aderente alla Società Italiana di Medicina Antroposofica (www.medicinaantroposofica.it) – Tutti facciamo esperienza di come sia palpabile la sensazione di aumento e di buona di­stribuzione del calore dopo un esercizio fisico corporeo». Anche l’alimentazione contribuisce a mantenere in circolo il caldo benessere. Scelta di vegetali coltivati con agricoltura biodinamica, che rispetta il terreno e l’ambiente; consumo di prodotti stagionali, in armonia con i ritmi della natura; preparazione dei piatti preservando il valore nutritivo dell’alimento; consumo equilibrato di cibi sia cotti, che crudi; un’atmosfera tranquilla e rilassata durante i pasti: sono tutti elementi che concorrono a una digestione efficiente, quindi a mantenere pulita la “fiammella” dell’organismo-caldaia. Da un punto di vista psicologico, fonte di calore è il “cuore”, anche nel linguaggio comune simbolo di accoglienza, di generosità, di apertura, di spendersi per l’altro, di affettività. «Non a caso, a questi sentimenti associamo spesso la parola calore – conferma Legnani – La colleghiamo a un ambiente nel quale ci troviamo bene, al sorriso o all’abbraccio tra persone, a una parola affettuosa. Quando una persona ci comunica belle impressioni, la definiamo “solare”».

 

Cosa lo ostacola: condizionatori ed egoismo

 

L’organismo di calore è messo a dura prova da situazioni purtroppo frequenti nella nostra vita quotidiana. Per esempio: le condizioni di lavoro sedentarie, tanto peggio se con posizioni rigide dovute alle ore al computer o al telefono, o a macchinari; l’utilizzo frequente di mezzi di trasporto come l’auto, a discapito del movimento attivo del camminare o del pedalare; l’eccesso di attività lavorativa, con perdita del ritmo naturale e incapacità a trovare tempo da dedicare al movimento. «In generale, è la mancanza di misura il vero problema, anche nelle situazioni più banali – sottolinea Legnani – Scoprirsi troppo nell’abbigliamento, esporsi a sistemi di condizionamento che ci costringono al freddo anche in estate, lavorare in condizioni che sacrificano la luce solare, quella che poi bramiamo nelle ferie estive, spesso esagerando con l’esposizione al sole: tutto questo è innaturale e contribuisce a bloccare la circolazione del calore». Per quanto riguarda la sfera emotiva, l’egoismo, la concentrazione sui propri interessi, l’estraneità a ciò che ci circonda, il calcolo rappresentano un “freddo” psicologico e sociale, purtroppo contagioso. Anche se sicuramente meno del calore.

 

Il decalogo del buon calore

 

La regolazione del calore non è uguale in tutti e richiede attenzioni diverse, caso per caso. È il sangue, elemento centrale dell’attività dell’Io, la sorgente del calore umano ed è il sangue a diffonderlo nell’organismo, in modo diverso, perché ognuno ha il suo particolare calore. C’è chi lo esprime internamente e c’è chi lo irradia. È possibile anche che ci siano differenze di temperatura nel corpo: un organo, oppure una parte dell’organismo è più fredda del resto. Non si può perciò fornire indicazioni valide per tutti. Ecco però un elenco di massima delle cose che di certo fanno sempre bene all’organismo di calore:

  • cibi maturati al sole (frutta, verdura, cereali), coltivati con metodi biologici e biodinamici;
  • vestiti in fibre naturali, in colori naturali tinti a mano;
  • la “maglia della salute” anche d’estate;
  • il cuscino di torba, per l’effetto riscaldante e isolante;
  • Aconitum, Belladonna e Apis in caso di febbre alta, con do­saggi da stabilire individualmente;
  • il pediluvio allo zenzero, per riscaldare i piedi sempre freddi;
  • andare a dormire entro le 22 e svegliarsi entro le 7, per godere appieno delle ore di sole e luce;
  • aprire le finestre e fare circolare aria in casa;
  • camminare almeno un’ora al giorno, lasciando fluire i pensieri e osservando quello che succede intorno a noi, persone, natura, edifici: l’attenzione al mondo è una pratica riscaldante.

 

Febbre: se la conosci non la combatti

 

La temperatura che esprime un normale equilibrio delle forze interne dell’organismo è di 36-37° C. Quando si verifica un rialzo rispetto a tali valori di riferimento, le cause possono essere diverse, ma l’effetto è sempre un’attivazione del sistema immunitario. Dunque la febbre è parte dei sistemi di difesa dell’organismo, in quanto temperature più elevate del consueto ostacolano lo sviluppo dei microrganismi infettanti, come i virus. Ma, soprattutto, dal punto di vista antroposofico, la febbre esprime una precisa organizzazione psico-corporea, un maggiore impegno dell’io nel riportare il corpo all’originale condizione di equilibrio. L’uso sconsiderato di farmaci antipiretici “espropria” la persona della possibilità di interagire con la propria corporeità e reprime l’azione dell’organismo di calore: abbassando la temperatura corporea, si lascia l’organismo ancora più indifeso. Certo, a volte la febbre può essere pericolosa, quando è fuori controllo. In generale, però, non bisogna temerla, e a volte bastano pratiche come l’impacco freddo ai polpacci o il ricorso a farmaci omeopatici come Belladonna o Aconitum a riportare la situazione sotto controllo.

 

Vischio beneaugurante

 

In medicina antroposofica, l’indebolimento dell’organismo di calore viene collegato a un rischio di malattie sia di tipo tumorale che di tipo sclerotico: queste patologie, infatti, sono caratterizzate dal “freddo”, nel senso di indurimento, blocco, mancanza di circolazione. Nel caso di tumore diventa bersaglio di questo indebolimento il sistema immunitario. Nella terapia antroposofica il rimedio coadiuvante nella cura antitumorale è il vischio. “Questo, che secondo la scienza moderna è un farmaco immunoriequilibrante, provoca in realtà un vero innalzamento della temperatura corporea, misurabile con un comune termometro, in persone esageratamente fredde, con temperatura anche inferiore ai 35° – rivela Legnani, forte della sua esperienza di oncologo, e prosegue – L’organismo del calore quindi, organo dell’Io, è collegato al sistema immunitario. Anche alla luce della scienza attuale, il sistema immunitario appare dunque come specchio dell’Io, unico, specifico, irripetibile quanto la persona stessa”. In questo senso, tutto ciò che promuove calore, fisico e psichico, fa parte a pieno titolo della prevenzione sia dei tumori, sia della patologia sclerotica.

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