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Intervista ad Amma

L’abbraccio è’ il suo strumento per cambiare il mondo, per portare amore e speranza a tutti che vogliono accoglierla

di Giulia Calligaro

 

AmmaIl primo solleva la testa ed è felice e pieno di lacrime. Un’altra stringe un fiore giallo e lo lascia andare spalancando la mano senza staccare lo sguardo. Un altro ancora infila una fotografia tra i due cuori mentre viene preso tra le braccia: è sua figlia, ammalata dalla nascita. Dall’altra parte c’è Amma (Mamma in malayalam) e chi ha avuto la fortuna di vederla in azione, a dispensare abbracci a migliaia di persone anche per 20 ore di fila, non può non essere rimasto colpito dall’energia che si sprigiona in sua presenza. Sri Amritanandamayi Devi, questo il suo nome per esteso, leader spirituale ed umanitaria indiana, considerata una delle donne più influenti del pianeta – tanto da essere convocata da Papa Francesco nel 2014, con i maggiori rappresentanti di ogni religione, per firmare un documento contro la schiavitù – questa energia la chiama Amore: e dice che è la risposta a tutto ciò che oscura il mondo.

Il suo tour internazionale è iniziato 36 milioni di abbracci fa, e ha raggiunto l’Italia – a Busto Arsizio, fuori Milano – lo scorso novembre, radunando in tre giorni ben 35mila devoti che hanno fatto ore di fila, di giorno e di notte, per il suo abbraccio. L’idea che l’amore non debba restare una parola astratta, ma divenire un gesto pratico che contagia e trasforma, parte invece da un piccolo villaggio del Kerala, dove Amma nacque 64 anni fa. Qui, poco più che bambina, cominciò ad abbracciare i bisognosi in segno di compassione, sfidando le convenzioni imposte ad una donna e l’incomprensione della famiglia di umili pescatori che la maltrattava. In risposta, lei si isolava in meditazione e si connetteva, racconta, con quella sorgente universale dell’Amore che è tutt’ora la fonte da cui si nutre e con cui nutre chi si affida alle sue braccia.

Oltre al Darshan (l’abbraccio, in sanscrito la manifestazione del divino), da questa sua vocazione è nata anche l’organizzazione Embracing The World, impegnata in molte opere caritatevoli in India e nel mondo, con il riconoscimento delle Nazioni Unite, dove lei è stata più volte convocata a parlare davanti ai potenti della Terra.

Eccezionalmente Amma ha accolto di rispondere per i lettori di Yoga Journal ad alcune domande sul presente e sui rimedi profondi per affrontarlo.

 

Quali sono I problemi più gravi che affliggono oggi l’umanità?

L’egoismo e l’Ego, la convinzione: Io ho ragione, tutti gli altri hanno torto.

 

Per quanto riguarda le soluzioni, Lei spesso parla di amore in azione e ne dà continuo esempio con gli abbracci. Ma in che modo possiamo praticarlo noi come comunità e come singoli?

L’amore è la nostra essenza. Il sentire più intimo di ogni singolo essere. Animali, piante, uccelli – persino le cose inerti – rispondono all’amore. Se noi umani, i più evoluti tra gli esseri viventi, troviamo difficile esprimere l’amore, ovvero il centro della nostra esistenza, allora nessuno dei nostri traguardi – siano essi scientifici, tecnologici o di altro tipo – potrà farci veramente progredire. Quando invece portiamo l’amore dentro le nostre azioni, queste non solo lasceranno un’impronta dietro di noi, ma saranno anche d’ispirazione per altri. Contageranno un effetto a catena.

 

Lei è ed è stata una donna rivoluzionaria. La sua organizzazione Embracing The World lavora sulla valorizzazione delle donne. Come possono le donne rendere migliore questo mondo?

Non sottovaluto gli uomini e il loro contributo. Uomini e donne sono come le due ali di un uccello. Tuttavia, le donne hanno un potere naturale che oggi è fondamentale: l’immensa forza della maternità, l’amore incondizionato. Questo è l’unico potere che può naturalmente influenzare e formare le future generazioni. Intendo che nessuno potrebbe più delle donne seminare valori come l’accoglienza, la pazienza, il perdono, la perseveranza, ecc. nei bambini. Queste qualità sono il modello della femminilità materna, e se le donne potessero allinearsi stabilmente su di esse, nel mondo ci sarebbe un grande cambiamento.

 

A proposito di valori, la tecnica e il perseguimento di conoscenze razionali sempre più sofisticate ci hanno portato alla realtà in cui viviamo. Oltre alle qualità femminili, quale sarebbe un caposaldo per un nuovo futuro?

La compassione. È l’unico linguaggio riconosciuto da ognuno e da ogni cosa. Purtroppo, molti hanno perso il contatto con questo che unisce agli altri. Ma solo la pratica della compassione porterà un futuro sicuro, di pace, di felicità.

 

E perché, infatti, dopo una lunga storia di guerre, il genere umano ancora non può vivere in pace? Anzi, la separazione, l’individualismo, ora anche il nazionalismo, sono più forti che mai, pure in India, patria di suprema saggezza?

Nella storia del genere umano non esiste un tempo senza conflitto. E sarebbe difficile, quasi impossibile, cambiare direttamente il mondo esterno. La sua natura è confusa e contraddittoria. Però, un cambiamento interiore individuale può trasformare anche il mondo. Questa è la ragione per cui la spiritualità è così importante. In tempi antichi, le persone avevano una maggiore consapevolezza spirituale. Davano più importanza alla verità, alla rettitudine, all’onestà, all’amore, alla gentilezza. Praticavano la carità. C’era un equilibrio tra il dare e il prendere. E con questo livello di coscienza potevano mantenere la pace interiore, e ciò si rifletteva nelle azioni che compivano nel mondo. Oggi, dunque, crescere la spiritualità e la consapevolezza potrebbe porre fine a molti dei problemi che stiamo affrontando, e condurre le persone a comprendere che non sono isole separate, ma perle annodate nello stesso filo.

 

Molte di queste guerre alzano bandiere religiose. Ma Dio, come Lei ci insegna, non è amore?

Dio non è la causa dei conflitti religiosi o di altre discordie. Sono una manifestazione dell’Ego umano. Dio è pura consapevolezza, è il potere onnipervasivo che dà vita ad ogni cosa e che allo stesso tempo resta testimone di ogni cosa. Come può la pura coscienza essere responsabile del bene e del male che vediamo nelle azioni umane? Supponga di mettere un dito nell’elettricità e di prendere una forte scossa. Può incolpare l’elettricità? Solo la mancanza di discernimento e l’ignoranza possono essere incolpate.

 

Un altro tema a Lei caro è il futuro del nostro pianeta. Abbiamo sfruttato senza misura la natura, e ciò oggi ci ritorna indietro con il cambio climatico e l’avanzare dei deserti. Cosa possiamo fare per riappacificarci con la Terra?

Ancora una volta: imparare ad amare e a rispettare. Anche la natura. I nostri antenati avevano questo atteggiamento nei suoi riguardi. Ed esprimevano il loro amore in forma di riti e gesti di adorazione. L’arroganza ci ha fatto etichettare tali usanze come primitive e superstiziose. Abbiamo ciecamente smesso tutte le loro tradizioni e iniziato uno sfruttamento intensivo delle risorse naturali. Ciò ha creato uno squilibrio. L’unico modo per ripararlo è quello di imparare dai nostri predecessori, dalla saggezza, dai libri sacri. Possiamo prendere quello di cui abbiamo bisogno dalla Madre Terra, lei ama nutrirci, ma non dobbiamo farci sopraffare dall’avidità.

 

Alla fine, noi tutti vogliamo la stessa cosa: essere felici. E allora perché invece ci procuriamo così tanta sofferenza l’un l’altro?

È dovuto alla mancanza di comprensione. Dobbiamo capire che solo facendo felici gli altri potremo essere felici. La vera felicità non si raggiunge mai abbassando il prossimo.

 

Questo è ciò che contagia con i suoi abbracci. Ma Lei cosa prova mentre li elargisce?

Piango con chi piange, rido con chi ride. Vedo ognuno come un’estensione di me. E portare consolazione ed amore ad ognuno è quello che voglio fare, fino alla fine.

 

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