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La Forza Interna del Collo

Per ripristinare la funzionalità del collo bisogna riappropriarsi delle sua forza interna

di Barbara Barbarani

 

Come la Torre Velasca

Forza Interna del Collo_torre velascaCollo e testa sono staticamente paragonabili alla torre Velasca di Milano. In effetti la sua forma si basa su un principio antistatico: la parte più alta sporge e pesa più di quella sotto, che è lunga e sottile. Nel nostro corpo, la parte più in alto, la testa, è più ampia e pesante di quella sotto, il collo, perché deve contenere il nostro chilo e trecento grammi di cervello e la scatola cranica che lo protegge.

 

Caricare il peso al centro

Come può un corpo lungo e leggero reggerne uno sporgente e più pesante? Nella torre Velasca, appoggiando il corpo superiore, perpendicolare a terra, esattamente al centro di quello inferiore, in modo che il carico che sporge venga equidistribuito e scaricato a terra.

Forza Interna del Collo 2Nel caso dei nostri colli, dovrebbe avvenire lo stesso, ma se li osserviamo di profilo questi sono diagonali e non perpendicolari a terra, in più la testa, il peso più in alto e più grande, raramente è posizionato al centro del collo: in genere la nuca è spinta avanti, creando sovraccarico sul sovraccarico. In edilizia, una torre Velasca così impostata sarebbe a rischio di crollo. Nel caso del nostro collo, non si spezza, ma è sempre sotto sforzo e, per contrastarlo, sviluppa i suoi muscoli esterni, dandoci l’illusione che sia forte, ma, in realtà, diventa solo più rigido e più pesante, perché i muscoli non sono adatti a reggerlo. Lo avviluppano, ne deformano la sagoma e lo comprimono schiacciando i dischi intervertebrali.

 

I muscoli interni

Forza Interna del Collo 3Guardando le persone di profilo, spesso notiamo come siano un blocco unico dalla settima cervicale al cranio o come le loro pappagorge inglobino il mento.

Non è il loro aspetto originario, ma la mutazione dei loro muscoli superficiali. La testa rispetto al collo è un grande peso: se non è più che ben allineata, il carico di pressione che gli impone è abnorme. Oltre a diventare più brutti e meno funzionali, l’eccessivo sforzo dei muscoli esterni va a atrofizzare quelli interni che avrebbero la funzione di sostenerlo. Sono muscoli molto piccoli, posti tra una vertebra cervicale e l’altra che, se sapessimo usarli, avrebbero la funzione di muovere le vertebre dal centro, ma anche di sostenerle senza sforzo in posizione eretta. Sono fasce talmente profonde che si comandano più percependole, che facendo esercizi.

 

Rigenerarsi

Per ripristinare la funzionalità del collo bisogna riappropriarsi delle sua forza interna e quindi tornare a percepire e usare questi muscoli interni. Per farlo, bisogna:

  1. diminuire l’azione dei muscoli più esterni, in attesa che la loro massa si assottigli
  2. percepire e rinforzare le masse interne
  3. imparare a utilizzarle nella stasi e nel movimento. Una volta ripristinati, aumenterà lo spazio tra un’articolazione e l’altra e potremo finalmente riallineare la testa al collo e ritrovare la torre Velasca.

 

Ritrovare il Centro

Il Busto del Decano

Il primo esercizio che propongo consiste nel ritrovare grossolanamente il centro geometrico del collo, ovvero a capire dove dovrebbe essere, rispetto alle spalle, nel corretto assetto. Facciamo sì che il corpo inferiore e più sottile della Torre Velasca sia perpendicolare a terra e al centro della parte più alta. Ci si aiuta con le mani e consiglio di ripetere questo esercizio più volte nella giornata per rinfrescarne la memoria nel corpo.

L’ho chiamato “il busto del Decano” perché bisogna considerare il nostro corpo solo dalle clavicole in su, come fossimo uno di quei busti con il cubo di marmo e il nome sotto.

 

Posizione 1

Forza Interna del Collo_posizione 1

Metti le mani sulle spalle per controllare che non siano né contratte verso l’alto, né chiuse in avanti. Immagina di essere il busto di un decano tagliato di netto sotto alle clavicole e appoggiato sul marmo.

 

Posizione 1B

Forza Interna del Collo_posizione 1b

Sistema le spalle e controlla che il busto sia un perfetto ovale e non una “ C”.

 

Posizione 2

Forza Interna del Collo_posizione 2

Metti una mano sulla gola e una dietro al collo e fai una leggera pressione. Controlla che il collo sia al centro della tua base (ovale).

 

Posizione 3

Forza Interna del Collo_posizione 3

Con la mano davanti, abbassa lo sterno senza perdere il riallineamento raggiunto.

  • Ripeti più volte, fino a sentire le spalle come staccate dal resto del corpo e la gola allungata, ma libera.
  • Mantieni fino a che il corpo sentirà come piacevole questa nuova postura.

 

Posizione 4

Forza Interna del Collo_posizione 4

Metti le mani ai lati del collo e premi leggermente. Controlla che il collo cada esattamente in mezzo alle spalle e non in torsione o pendente da un lato. Eventualmente aggiustalo.

 

Posizione 4B

Forza Interna del Collo_posizione 4b

Se ci fai caso, il nostro collo non cade in mezzo alle spalle ma è sempre leggermente inclinato a destra o sinistra. Questa seconda pressione con le mani serve a rendersene conto e a riportarlo in centro (Posizione 4B).

Ripeti tutto più volte.

 

La Molla

Questa pratica serve invece a risvegliare i muscoli interni del collo. Utilizziamo una sovracontrazione: ovvero, aumentando la pressione, questi diventeranno coscienti dello sforzo e si rilasceranno, tornando in asse.

 

Posizione 5

Forza Interna del Collo_posizione 5

Posizione 5B

Forza Interna del Collo_posizione 5b

Porta le mani intrecciate sulla testa e senza perdere il corretto assetto (busto del decano):

  • fai una pressione sostenuta verso il basso, come se la testa fosse una pallina attaccata a una molla che vuoi schiacciare e caricare
  • tieni premuto quanto più puoi e respira profondamente
  • sentirai l’impulso di allungare e riassestare il collo; fallo come ti viene spontaneo, ma molto lentamente
  • togli le mani dalla testa e senti una sensazione di leggerezza e elevazione che parte dall’interno del tuo collo. Come se ti avessero messo i ponteggi alla colonna, i tuoi muscoli posturali sono tornati a sostenerti
  • restando in contatto con questa sensazione accenna lenti, piccoli movimenti liberi.

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