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Le Intelligenze dello Yoga

Di intelligenza non ce n'è una sola: lo sostiene lo psicologo Howard Gardner, lo conferma l'esperienza

di Davide Giansoldati

IIlustrazione di Luca Gelosa

 

intelligenze dello yogaOgnuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido. Lo affermava con convinzione Albert Einstein; con questa osservazione, il matematico più famoso al mondo aveva intuito una verità ancora tutta da scoprire. Agli inizi degli anni Ottanta, infatti, lo psicologo statunitense Howard Gardner, professore presso la Harvard University nel Massachusetts, grazie ad una serie di ricerche su soggetti affetti da lesioni di tipo neuro-psicologico, formula la teoria delle intelligenze multiple, basate sulla divisione del cervello in strutture differenti e indipendenti l’una dall’altra. Secondo Gardner, considerare l’intelligenza solo come un fattore numerico determinato dal quoziente d’intelligenza (Q.I.) è privo di fondamento e molto limitante. Arriva quindi a individuare ben nove espressioni fondamentali dell’intelligenza:

  • linguistica
  • logico-matematica
  • musicale
  • spaziale
  • inter-personale
  • intrapersonale
  • filosofico-esistenziale
  • corporeo-cinestesica
  • naturalistica

 

Come si declinano

intelligenze dello yoga 2L’Intelligenza linguistica rappresenta la nostra capacità di utilizzare un vocabolario chiaro, preciso ed efficace sia oralmente che per iscritto. Questa intelligenza comprende ad esempio la capacità di spiegare, insegnare e apprendere verbalmente, la memoria verbale, lo humor basato sulla lingua, ma anche la capacità di convincere gli altri (si parla in questi casi di linguaggio e scrittura persuasiva).

L’Intelligenza logico-matematica rappresenta la nostra capacità di usare i numeri in modo efficace; interessa sia il ragionamento deduttivo che quello induttivo, la schematizzazione e la costruzione e analisi di relazioni e sequenze logiche.

L’Intelligenza musicale è la capacità di percepire, discriminare, trasformare ed esprimere forme musicali e costruzioni armoniche; chi l’ha particolarmente sviluppata di solito ha un vero e proprio talento naturale per l’uso di strumenti musicali, ha una sensibilità particolare verso suoni, ritmo, timbro e vibrazioni e spesso è un potenziale cantante.

L’intelligenza spaziale implica sensibilità verso il colore, la linea, la forma e lo spazio. Include la capacità di visualizzare e rappresentare idee e concetti in modo visivo e spaziale; le persone che la possiedono di solito hanno una memoria attenta ai dettagli e alle caratteristiche esterne degli oggetti e utilizzano in modo efficace la loro memoria visiva. Questa forma dell’intelligenza si manifesta essenzialmente nelle arti figurative: pittura, disegno, scultura.

L’Intelligenza inter-personale riguarda la capacità di percepire e interpretare gli stati d’animo, le esigenze, le motivazioni, le paure, i desideri nascosti, di creare situazioni favorevoli e di promuovere modelli sociali e personali vantaggiosi. È una forma di intelligenza che si può facilmente ritrovare negli psicologi e nei politici e, più in generale, in quanti possiedono una spiccata empatia e abilità di interazione sociale e un vero e proprio talento naturale nel creare sinergie e nel lavorare in gruppo in modo collaborativo. È anche l’intelligenza custode della comunicazione verbale-non verbale più efficace.

L’Intelligenza intrapersonale riguarda la capacità di comprendere la propria individualità, di riconoscere il sé e usare attivamente questa consapevolezza nel contesto sociale per ottenere risultati migliori nella vita personale; porta a una coscienza dei propri stati d’animo più profondi, delle intenzioni e dei desideri. Chi è dotato in modo particolare di questa intelligenza ha anche la possibilità di sapersi immedesimare in personalità diverse dalla propria. È considerata da Gardner speculare e complementare dell’intelligenza inter-personale, una introspettiva, l’altra estrospettiva.

L’Intelligenza filosofico-esistenziale indica la capacità di riflettere consapevolmente sulle tematiche fondamentali della nostra esistenza e la propensione al ragionamento astratto su argomenti particolari come la natura dell’universo o la coscienza umana

L’intelligenza corporeo-cinestesica riguarda una grande padronanza del corpo che permette di coordinare bene i movimenti; include abilità fisiche specifiche quali la coordinazione, la forza, la flessibilità e la velocità. In generale ne sono particolarmente dotati coloro che fanno un uso creativo del corpo, come i ballerini, i ginnasti e spesso anche i praticanti di yoga.

L’intelligenza naturalistica è tipica di chi ha una spiccata comunione con la natura dimostrando una sensibilità particolare verso piante e animali; prevede anche la capacità di saper individuare e riconoscere determinati oggetti naturali e classificarli e genera anche un’attenzione particolare all’impatto della natura su di sé e al proprio impatto sulla natura.

 

Una somma di abilità

Il concetto stesso di intelligenza diventa quindi la sommatoria di un insieme di particolari abilità di cui siamo dotati. Un po’ come i principi energetici (Dosha) della medicina ayurvedica. Anche se queste capacità sono innate in tutti gli esseri umani, ognuno di noi ha sviluppato maggiormente alcune di queste intelligenze rispetto alle altre. Ma questa situazione non è statica, fissa o definitiva, si evolve e si amplia attraverso l’esercizio e allo stesso modo le intelligenze possono perdere di efficacia col tempo se non opportunamente tenute in esercizio.

 

L’intelligenza dello yoga

Innanzitutto le intelligenze multiple si comportano come i nostri muscoli: se li teniamo in allenamento si espandono, permettendoci un risultato migliore. Sono influenzate dal contesto culturale e sociale, dal tipo di lavoro svolto e dagli stimoli presenti nel tempo libero. Questo porta quindi a privilegiare un determinato tipo di intelligenza a scapito delle altre, proprio come accade per i muscoli: basti pensare all’uso improprio dei muscoli dorsali e lombari al posto degli addominali. Così come in una lezione di yogaterapia l’insegnante guida una serie di esercizi ad hoc per far lavorare in modo corretto i mu scoli, così è possibile costruire percorsi educativi per sviluppare le differenti potenzialità cognitive di ognuno.

 

Diversi stili didattici

Questi aspetti rappresentano il primo punto di contatto tra yoga e intelligenze multiple. Alcune persone provano maggiore o minore empatia verso determinati stili e insegnanti: chi ha sviluppato maggiormente alcune intelligenze rispetto alle altre sarà più affine e attratto da un insegnante che usa le stesse modalità. Il simile attira il simile, mentre il diverso non viene coinvolto o attivato ed è come se le sue sinapsi andassero in pausa. Un buon insegnante di yoga dovrebbe quindi provare a usare nella sua lezione le diverse intelligenze per coinvolgere tutti i praticanti: oppure può scegliere di accentuare in modo deciso le sue intelligenze già forti, per selezionare gli allievi e lavorare solo con certi gruppi. Come si collegano le intelligenze multiple con le caratteristiche degli insegnanti di yoga? Un insegnante dotato di una spiccata capacità linguistica avrà una propensione naturale a spiegare e insegnare, tutta la lezione sarà accompagnata dalle sue parole che descriveranno in dettaglio come costruire l’asana; chi sarà invece dotato di intelligenza logico-matematica porterà maggiore attenzione alla costruzione di sequenze e di passaggi fluidi da un asana all’altra e potrà dare il meglio di sé in lezioni interamente in vinyasa (lezioni di yoga dove si cambia posizione sul respiro). Un insegnante particolarmente attento alla musica, non solo la userà come sottofondo della lezione ma sarà portato a una pratica guidata sul ritmo di kirtan e mantra, mentre un insegnante dotato di intelligenza visiva/spaziale sarà facilitato nel costruire ed evocare visualizzazioni. Un insegnante dotato di intelligenza interpersonale sarà facilitato nel costruire un ponte con i propri allievi, un legame di gruppo con interazioni che iniziano prima della lezione e continuano a lezione conclusa; in modo speculare, l’intelligenza intrapersonale è la chiave invece per la concentrazione mentale e l’autodisciplina: caratteristica dell’insegnante che riesce facilmente a essere nel qui e ora, vigile e attento. L’intelligenza filosofico-esistenziale accompagna gli insegnanti interessati al senso della vita e agli aspetti più filosofici dello yoga. L’intelligenza corporeo-cinestesica dà all’insegnante un grande controllo del corpo che gli permette di focalizzarsi su una pratica intensa ed energetica: avrà una preferenza per gli asana di forza; quasi all’apposto, c’è l’insegnante dotato d’intelligenza naturalistica che preferirà gli asana che si rifanno alla natura (l’Albero, l’Aquila).

La psiche e la pratica

In realtà, proprio come la psiche di una persona, la didattica di un insegnante è ricca, con aspetti diversi, di tutte le qualità. Il percorso, attraverso la pratica, ti aiuterà a riconoscerli e a lasciarti fluire verso la tua natura.

 

Intelligenza e creatività

«Tutti sono creativi, ma non nella stessa maniera»: è quello che afferma Gianni Clocchiatti nel suo libro “Creatività per l’innovazione”, Franco Angeli Edizioni; così come accade per le intelligenze, esistono diverse forme e manifestazioni della creatività. Quando arriva il momento di pensare a nuove idee e quindi a chiamare in causa il pensiero creativo, alcuni sono più portati a cercare di migliorare e ottimizzare l’esistente, altri invece preferiscono rompere gli schemi esistenti e sviluppare qualcosa di nuovo e utile. Alcuni si trovano più a proprio agio nel mondo dell’immaginario e del fantastico dove tutto è possibile, altri sono più affascinati dal mistero e dagli enigmi, altri dalle diverse forme di creatività applicata alle arti: musica, arte, pittura, scrittura, ma anche cucina e moda.

 

Howard GardnerHoward Gardner

Professore presso la Harvard University nel Massachusetts, ha acquisito celebrità nella comunità scientifica grazie alla sua teoria delle intelligenze multiple. La sua proposta consiste nel considerare priva di fondamento la vecchia concezione di intelligenza come fattore unitario misurabile tramite il Quoziente d’intelligenza (Q.I.), e sostituirla con una definizione più dinamica, articolata in sottofattori differenziati.

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