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Mangia arcobaleno

Se siamo anche quello che mangiamo, perché non applicare i principi della filosofia yoga anche ai colori degli alimenti?

di Mariatresa Truncellito

 

Mangia_arcobalenoQuante volte ci capita di descriverci con un colore? Quasi sempre la tinta corrisponde a un umore non proprio brillante: “oggi sono nero”, o a uno stato d’animo malevolo, “giallo di invidia” o “verde di rabbia”. Per fortuna, qualche volta riusciamo anche a “vedere rosa”… Possiamo cercare di influenzare il “nostro colore”? Certo che sì e non solo attraverso il vestito che indossiamo al mattino. Perché siamo anche quello che mangiamo: il nostro equilibrio fisico e mentale è strettamente legato agli alimenti nel nostro piatto.

La filosofia yoga consiglia perciò di privilegiare cibo fresco e vivo come frutta, verdura, cereali integrali e biologici, per mantenere il corpo in equilibrio e la mente lucida, per essere vitali appunto. Perché non applicare dunque lo stesso principio ai colori degli alimenti? In fondo, tutti almeno una volta abbiamo provato la sensazione di mestizia suscitata da una dieta “in bianco”.

 

Metti i pigmenti nel piatto

E allora via libera ai colori. Tanto più che la parte del leone, o meglio dell’arlecchino, in cucina la giocano proprio verdura, ortaggi e frutta: senza di loro, l’alimentazione risulterebbe grigia come un cielo invernale. Ma non è solo questione di migliorare lo stato d’animo. Privilegiare una ricca e colorata varietà di vegetali significa garantire la nostra salute. La natura, infatti, non si affida mai al caso: “I bianchi, i verdi, i giallo-arancio, i rossi e i blu-viola della tavola vegetale hanno un motivo preciso”, sottolinea Evelina Flachi, specialista in scienza dell’alimentazione.

 

Scudo protettivo

“A ogni tinta corrispondono particolari sostanze naturali, pigmenti responsabili del colore e capaci di catturare l’energia del sole, di difendere la pianta dagli eccessi delle radiazioni ultraviolette e di proteggerla da diverse insidie. Uno scudo protettivo per le piante, ma anche per noi che le mangiamo” prosegue Flachi. E poiché noi siamo parte del tutto, i cinque colori dovrebbero essere presenti ogni giorno nella nostra dieta. Cinque sono anche le porzioni quotidiane di vegetali (tre di verdura e due di frutta) raccomandate dall’American Cancer Society, insieme con una regolare attività fisica, per prevenire malattie cardiovascolari e tumori. E in cinque pasti è consigliabile frazionare l’alimentazione della giornata – colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena – per mantenersi in forma e garantire un costante flusso di energia ai muscoli e al cervello.

Sono gli antiossidanti le sostanze più preziose da ricercare negli alimenti: perché sono capaci di neutralizzare i radicali liberi, le molecole responsabili di invecchiamento e malattie. Il corpo ha in realtà la capacità di produrre da solo e in modo spontaneo anche una certa quantità di antiossidanti. “Ma con l’avanzare dell’età il meccanismo diventa meno efficiente”, avverte Evelina Flachi. Perciò è tanto importante farne rifornimento a tavola.

 

Più vitamine, meno malattie

“Gli antiossidanti dei vegetali rossi, come pomodori o arance, sono il licopene e le antocianine. Il primo previene i tumori al seno, alle ovaie, alla prostata. Le antocianine contrastano la fragilità capillare. Nel rosso c’è anche la vitamina C, che aiuta la produzione di collagene e stimola le difese immunitarie. La sostanza protettiva più famosa dei vegetali giallo-arancio, come la zucca e il limone, è il betacarotene. Oltre che antiossidante, è precursore della vitamina A, importante nella crescita, nella riproduzione e nel mantenimento dei tessuti, per il sistema immunitario e la vista. È ben rappresentata anche la famiglia dei flavonoidi”, riprende Flachi. “Lavorano in sinergia con la vitamina C e svolgono un’azione antivirale e antitumorale. I vegetali verdi forniscono clorofilla e carotenoidi.

Sono coinvolti nella vista e nello sviluppo delle cellule epiteliali e hanno effetto anti-invecchiamento. Gli ortaggi a foglia verde (per esempio gli spinaci) sono una fonte anche di acido folico e di folati, sostanze protettive dalle malattie cardiovascolari e il cui deficit in gravidanza è responsabile di una grave malattia del neonato, la spina bifida”. Nel verde c’è anche il magnesio, minerale importante per il metabolismo, per la pressione sanguigna e la trasmissione dell’impulso nervoso. Broccoli, cavolfiori e cavoli contengono anche gli indoli, efficaci nel contrastare i tumori. Dietro al blu-viola ci sono le antocianine, i carotenoidi e la vitamina C.

Aggiunge l’esperta: “E il resveratrolo, presente nell’uva nera e in particolare nella buccia: da qui i maggiori vantaggi in termini salutistici del vino rosso. Il blu-viola etile contro alcuni tumori e infezioni del tratto urinario, nonché amico di vista, pelle e intestino”.

 

Aggiungi un tocco di candore

Infine il bianco, un non-colore che presenta ugualmente aspetti molto interessanti: “Frutta e ortaggi di questo gruppo sono ricchi di isotiocianati, che prevengono l’invecchiamento cellulare. Aglio, cipolla e porro in particolare contengono allilsolfuro, che rende il sangue più fluido prevenendo la formazione di trombi e di alcune forme di tumore. Presenti anche antiossidanti come flavonoidi, la quercetina, e l’immancabile vitamina C. Importanti anche gli isoflavoni della soia, simili agli estrogeni prodotti dall’organismo umano, capaci di prevenire i tumori femminili”, conclude Flachi. Approfittiamo dell’estate dunque, la stagione più dorata, per abituarci a nutrirci con i cinque colori del benessere. E non smettiamo a settembre: ogni stagione offre le sue deliziose, variopinte primizie.

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