Home / Saggezza  / Mindfulness  / Meditazione Camminata

Meditazione Camminata

Un libro dedicato alla consapevolezza più alla portata di tutti: ad ogni singolo passo

di Guido Gabrielli

Anche il semplice atto del camminare può acquistare un nuovo senso se fatto con consapevolezza. Nella meditazione camminata si torna al presente con ogni singolo appoggio di piede. Quali sono gli ingredienti che fanno di una camminata una pratica meditativa? Maria Beatrice Toro, psicoterapeuta e docente di Mindfulness, esplora  nel suo libro “Cammini di Consapevolezza. L’arte della mindfulness on the road” i simboli e la pratica di questo potente strumento, per potersi immergere nella affascinate realtà della consapevolezza quotidiana.

 

IN REGALO

Scarica gratuitamente un estratto del libro "Cammini di consapevolezza. L'arte della mindfulness on the road" di Maria Beatrice Toro

 

 

Intervista

Camminare è una risorsa per praticare la consapevolezza molto sottovalutata. Spesso, se non sempre associamo la camminata ad un traguardo, esattamente come un pensiero ad una obiettivo.
Di certo l’orientamento verso una meta è una spinta motivazionale importante, che aiuta a mettersi in cammino; il problema sorge quando si incomincia a pensare al percorso in termini del tempo che impiegheremo ad arrivare, o dei km che ci restano da percorrere, facendo il conto alla rovescia. Questo mortifica la bellezza dell’esperienza di muoversi e di “stare” sul percorso. Pensiamo alla favola ”Il mago di Oz”: alla fine il paese in cui i protagonisti giungono è un po’ una delusione, ma il cammino ha fatto conquistare loro le capacità di cui avevano bisogno: il coraggio, l’intelligenza, le emozioni. In fondo ne abbiamo tutti un po’ bisogno.

 

Nella prima parte del libro  emerge  che camminare sia il vero atto di ricerca della verità che ripercorre tempi e religioni. Siamo sempre stati tutti in cammino?
Il cammino ha una valenza simbolica molto ricca, basta pensare all’Odissea di Ulisse, o all’Esodo del popolo ebraico per farsi un’idea di quanto in un cammino c’è la possibilità di dare vita a se stessi come persone o come popolo, trovando l’identità del volto aldilà dei ruoli che il passato ci ha lasciato in eredità. Mettersi in viaggio significa rinunciare alle comodità della propria zona di comfort – a livello fisico, ma, soprattutto, mentale – per incontrare il nuovo, il bello, il vero.

 

Nel libro fai sperimentare tante diverse sensazioni e modalità di meditazione camminata, mettendoti in gioco in prima persona. Come hai sviluppato questa attitudine?
Questa è una domanda affascinante! La verità è che cammino, corro e vagabondo un po’ da sempre: è una mia attitudine che, per essere sinceri, hai visto tu e me lo hai fatto notare… Come molte persone anche io tendo a controllare le mie attività in modo un po’ perfezionistico; dubito, rimugino, mi incastro nei ragionamenti. Meditando seduta a volte il flusso dei pensieri è troppo coercitivo e faccio fatica a calmare la mente, mentre la pratica mindfulness camminata, che è il mio pane quotidiano, mi aiuta attraverso il coinvolgimento del corpo in movimento. Camminare, più in generale, scioglie i nodi del pensiero, aiuta a non fossilizzarsi e scoprire ogni mattina nuove prospettive. Nel libro spiego che il gesto motorio del cammino bipede è un’attività di cross-crawing: l’appoggio passa da destra a sinistra in modo ritmico stimolando gli emisferi cerebrali corrispondenti e spingendo le due parti di noi, emotiva e razionale, a parlarsi. Questo mi aiuta, personalmente, a uscire dai soliti schemi e sintonizzarmi sulla lunghezza d’onda della spontaneità. Nella vita ci sono infinite cose da scoprire, infiniti insegnamenti da trarre, infiniti incontri e possibilità: tutto sta ad andarci incontro.

 

La bellezza di camminare con consapevolezza è che è veramente a portata di tutti. Un corridoio al proprio posto di lavoro, portare un neonato con il passeggino o camminare con il cane, possono diventare esperienze tangibili  del qui ed ora.
Questa è una caratteristica distintiva della meditazione di consapevolezza – o mindfulness. non si tratta di una pratica “muscolare” in cui profondere un impegno al di là delle proprie possibilità per raggiungere uno stato di assoluta concentrazione. Al contrario, si tratta di sperimentare la vita togliendo “il pilota automatico”, ovvero quel modo un po’ meccanico che abbiamo di attraversare le giornate senza aspettarci molto. camminare è una tipica attività che compiamo meccanicamente: viverla con attenzione, rispetto, amore è una rivoluzione. Se volgiamo fare un piccolo esperimento, quando ci alziamo dopo aver letto queste righe progettiamo il primo passo che faremo e poi… cominciamo con l’altro piede! Probabilmente è da quando avevamo un anno e mezzo che non lo facevamo. avevamo due modi di fare una cosa e usavamo sempre la stessa strategia.

 

Nel libro sono anche scaricabili delle  meditazioni guidate, che finalità hanno?
Quando si pratica non essere soli ci aiuta molto perché, sostenuti da un istruttore, ci liberiamo dalla fatica di dover ricordare le istruzioni a memoria. Se non abbiamo un gruppo di pratica ascoltare un file audio è una valida alternativa. Ci alleggerisce dalla necessità di memorizzare e ci toglie anche il dubbio di ricordare male, sbagliare indicazioni, o misurare scorrettamente il tempo. Le meditazioni che propongo sono diverse, la proposta è quella di provarle e trovare quella che è più agevole per noi. dopo aver praticato con le cuffiette per ascoltare l’audio per qualche volta saremo in grado di fare senza.

 

 

Cammini di Consapevolezza.
L’arte della mindfulness on the road

di Maria Beatrice Toro
Yoga Journal – Morellini Editore
136 pagine
€13,90

LINK SPONSORIZZATI
NO COMMENTS

Sorry, the comment form is closed at this time.