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OM, la sillaba assoluta

È il suono più divino, il segno più potente, è un universo di significati spirituali

di Giampiero Comolli

illustrazione di Adriana Farina

 

OM sillaba assolutaOM: è la famosa sillaba mistica che incarna la totalità dell’universo, il mantra per eccellenza della tradizione indiana.

Com’è noto, i mantra sono suoni sacri da recitare ripetutamente per raggiungere l’equilibrio interiore e avvi­cinarsi al Divino: non semplici parole dunque, o concetti, che appartengono al linguaggio profano e che possono essere appresi in un libro. I mantra devono essere ricevuti, ascoltati dalla bocca di un maestro, per essere poi recitati correttamente durante un rito o nella pratica meditativa. Solo così l’essenza divina racchiusa in un mantra, potrà essere risvegliata per rivelare tutta la sua potenza.

 

Unità del tutto

Fra i mantra, il più noto, il più comune, ma anche il più sacro, è proprio il suono OM. Come afferma la prima strofa della “Mandukya Upanishad”, questa sillaba “è il Tutto”. Recitandola in modo appropriato, l’Assoluto si manifesta, vale a dire si realizza l’unità fra l’Atman (il Sé individuale) e il Brahman (l’energia impersonale da cui promanano tutte le cose). Così, lo yogi che pronuncia OM, si porta al di là dei concetti, travalica ogni speculazione intellettuale sul significato del cosmo, per raggiungere l’Unità originaria del cosmo stesso: quell’Uno che congiunge il corpo, il respiro, la mente di tale yogi – e di ogni singolo essere – con la coscienza, il corpo, il respiro dell’universo intero. In altri termini, la recitazione perfetta della sillaba OM si configura come un’esperienza di reintegrazione totale dell’individuo nell’Assoluto: il che, secondo la spiritualità indiana, costituisce il fine supremo, ultimo, di ogni esistenza consapevole.

 

Corrispondenze

Il suono OM è generato dalla combinazione concentrata delle tre lettere A, U, M, cui va ad aggiungersi la vibrazione indistinta, sfumante nel silenzio, che fa seguito alla loro pronuncia. Queste quattro componenti evocano il passato, il presente, il futuro, e l’eternità posta al di là del tempo; ma corrispondono pure ai quattro stati della coscienza: la veglia, il sogno, il sonno profondo e la coscienza suprema, ineffabile, che trascende ogni cosa. Non solo: alla lettera A, pronunciata con la bocca aperta, partendo dal diaframma, presiede il dio Brahma, colui che crea il cosmo; alla lettera U, eseguita richiudendo leggermente la bocca e portando il suono verso il centro del palato, corrisponde il dio Vishnu, conservatore del cosmo; la M, espressa con una nasalizzazione a bocca chiusa, diviene simbolo di Rudra, il riassorbitore del cosmo; mentre la graduale scomparsa della M nel silenzio finale è espressione di Shiva, il dio che riassume in sé la triade di manifestazione, conservazione e riassorbimento cosmico, per innalzarla verso la Coscienza divina, suprema e inesprimibile: vale a dire Shiva stesso.

 

Evocazione

Per comprendere la particolare logica che presiede alla composizione e alla recitazione del mantra OM, occorre tenere presente la posizione preminente che il pensiero tradizionale dell’India attribuisce alla dimensione acustica, all’ascolto e alla pronuncia di parole e suoni. Secondo tale tradizione, l’universo stesso sorge dalla condensazione sonora di un suono primordiale, chiamato nada, che è come un fremito, un brusio indistinto, una vibrazione primigenia. Ebbene, questo originario sfondo sonoro, se è irriproducibile e inascoltabile da orecchi profani, può però essere evocato proprio grazie alla pronuncia del mantra OM. Nada – questo suono precedente tutti gli altri suoni – viene per così dire alla luce, facendo risuonare in modo sottilissimo il momento in cui la M finale si estingue in una vibrazione sempre più silenziosa. Quando ciò avviene, ogni differenza fra individuo e Assoluto, fra Atman e Brahman, viene trascesa, superata: lo yogi che, in uno stato di totale con­centrazione, pronuncia OM, perde la propria individualità per coincidere con l’Assoluto, il quale a propria volta appare, manifesta Sé stesso attraverso il mantra OM pronunciato dallo yogi. Tutto ciò che esiste allora diventa OM. E questo Solo Suono accoglie in sé tutto ciò che esiste.

 OM sillaba assoluta 2

La grafica del sacro

La sillaba OM viene comunemente raffigurata tramite un simbolo grafico composto da tre linee ricurve, cui si sovrappongono un semicerchio, a forma di mezzaluna, e un punto.

Curva inferiore È la più grande e raffigura lo stato di veglia.

Curva sulla destra È il simbolo dello stato di sogno.

Curva superiore Evoca il sonno senza sogni.

Il semicerchio Sottolinea il salto dai tre stati precedenti al successivo, l’ultimo.

Il punto È il quarto stato di coscienza, quello ineffabile e infinito.

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