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Il Sistema Cranio-Sacrale

La tecnica che migliora la circolazione del fluido celebro spinale. Come e perché funziona

sistema cranio-sacrale

di Valentina Guzzardo

Ogni giorno il nostro corpo è sottoposto a stress e tensioni e si adatta per compensarli. Questi aggiustamenti, con il tempo, possono generare irrigidimento dei tessuti corporei e costrizioni intorno a cervello e midollo spinale, creando ostacoli alle normali prestazioni del sistema nervoso centrale e, potenzialmente, a tutti gli altri sistemi con cui interagisce. In linea generale le persone che soffrono di insonnia iniziano a sviluppare questo disagio sia in seguito a un trauma fisico e/o emotivo sia in elevate e prolungate condizioni di stress. A livello emotivo il problema è accompagnato da ansia e sbalzi d’umore, a livello fisico da pressione alta e dolori alla zona lombare, cervicale e parietale. Un organismo in questo stato è incapace di autoregolarsi perché i due principali sistemi che lo equilibrano sono in tilt.

 

Il Sistema Cranio-Sacrale

Prende nome da ossa e vertebre che circondano il sistema nervoso: quelle di cranio, viso, bocca e colonna vertebrale, fino all’osso sacro. Cervello e midollo spinale sono ricoperti da membrane protettive che formano una sorta di involucro unico, nel quale circola il liquido cefalo-rachidiano (LCR), che aiuta a lavare via prodotti di scarto del metabolismo e a disintossicare il sistema nervoso centrale. Questo liquido viene prodotto nei ventricoli (spazi cavi al centro del cervello) e riassorbito all’interno della scatola cranica, con una variazione di pressione cadenzata: è come se si gonfiasse e sgonfiasse propagando in tutto il corpo un movimento leggerissimo chiamato “Ritmo Cranio-Sacrale”, o “Primo Respiro”. Qualsiasi sua variazione genera disfunzioni, per esempio l’alterazione del ciclo sonno/veglia.

 

Il metodo

La Tecnica Cranio-Sacrale (CST) è stata definita dal Times una delle 10 terapie più innovative nel settore della medicina alternativa. Grazie ad essa, l’organismo “re-impara” ad attivarsi (sistema nervoso simpatico) e a rilassarsi (sistema nervoso parasimpatico) e “ri-crea” un nuovo equilibrio a vantaggio della qualità del sonno. Ce lo spiega Stefania Grappeggia, facilitatore Cranio-Sacrale e traduttrice dell’Accademia di Cranio-Sacrale metodo Upledger (www.accademiacraniosacrale.it ). In che modo la CTS può riequilibrare l’organismo? «Si mira a favorire il rilascio delle tensioni nelle membrane della scatola cranica, che possono influire sul corretto funzionamento della ghiandola pineale. Posta dietro l’ipotalamo, regola ritmo circadiano (sonno/veglia), temperatura corporea, fame/sete, attività sessuale, sistema emotivo, endocrino e motilità viscerale. Nei casi di insonnia il ritmo luce/buio è alterato e la ghiandola non funziona correttamente. La Cranio-Sacrale aiuta a rilasciare le tensioni fisiche attorno a essa, permettendole di ristabilire il corretto ciclo sonno/veglia». Come si svolge una seduta di trattamento? «Durante la prima sessione si chiede di compilare una scheda informativa riguardante la propria storia clinica e i propri sintomi/problemi. La persona si sdraia, completamente vestita. Il facilitatore, con tocco leggero e non invasivo, prende contatto con le ossa del cranio e ascolta il “Primo Respiro”, valutandone “Ritmo, Amplitudine, Simmetria e Qualità”. Fatto ciò, usa una serie di tecniche per favorire il rilascio delle tensioni individuate nei tessuti del corpo, che può manifestarsi come senso di allungamento delle fascie, ammorbidimento dei tessuti, rilascio di calore, sblocco della respirazione. Ogni seduta dura circa 50 minuti». Il modo in cui si opera per risolvere qualità del sonno e insonnia cambia? «No. In genere la scarsa qualità del sonno è un problema iniziale che, cronicizzando, può portare all’insonnia. In entrambi i casi gli obiettivi sono sbloccare la zona in tensione, migliorare il funzionamento del sistema nervoso centrale e favorire la guarigione naturale».

 

Un salvavita

Il Sistema Reticolare di Allarme (RAS) è il nostro salvavita: occupa le parti del tronco cerebrale e si estende nel midollo spinale fino al sacro. È costituito da milioni di neuroni che ricevono impulsi da qualsiasi recettore del corpo e decide se il proprietario del sistema deve stare in allerta oppure no. In condizioni normali, l’organismo sa quando attivarsi e quando rilassarsi ma, se iperstimolato, perde tale capacità. Da un sovraccarico prolungato può nascere l’insonnia, intesa come deficit quantitativo di sonno (assopirsi per poche ore/minuti alla volta o non dormire affatto) o qualitativo (dormire in modo non rigenerante). Coloro che ne soffrono di solito possono avere anche tensioni alla mandibola (per esempio bruxismo), visto che il nervo trigemino ha una forte connessione con il RAS: serrare la mascella è un impulso istintivo legato alla lotta per la sopravvivenza.

 

Quali differenze ci sono con la chiropratica o altri tipi di trattamento, come il massaggio?

«La tecnica chiropratica si basa su una manipolazione ossea dall’esterno (l’operatore effettua delle manovre per riportare l’articolazione nella corretta posizione); il massaggio lavora a livello muscolare, mentre la Cranio-Sacrale, sebbene derivi dall’osteopatia, non prevede alcuna manipolazione vertebrale, solo un lieve tocco del peso di circa 5 gr, perché lavora sulle fasce muscolari. Ogni osso, muscolo, organo, nervo, vaso sanguigno o linfatico è circondato da un sottile strato di tessuto connettivo che lo protegge. Ciascuna di queste strutture non rimane però isolata nella propria tasca connettivale, ma si collega alle altre creando una fascia connettivale continua dalla testa ai piedi. Questo permette al facilitatore di lavorare su tutto il corpo, percependo il movimento di ogni parte».

 

Lei è anche insegnante di yoga. Esistono analogie?

«Le due tecniche si completano a vicenda: calmano il sistema nervoso centrale, stimolano quello immunitario e rilasciano schemi di tensione abituali del corpo. Entrambe sono un processo di auto-realizzazione, promuovendo l’integrazione e la connessione mente-corpo e possono ottenere il rilascio di emozioni memorizzate nel fisico con la possibilità di ri-scrivere le informazioni che portiamo in noi. Entrambe attivano il sistema nervoso parasimpatico, che segnala al corpo di riposare. La differenza principale è la messa a fuoco. Nello yoga l’intenzione è praticare quotidianamente una serie di pose, con l’aiuto del respiro, per aumentare consapevolezza e flessibilità. Nella Cranio-Sacrale lo scopo è assistere la persona a realizzare un risultato specifico personale, come migliorare la qualità del sonno o risolvere l’insonnia».

 

Quante sedute occorrono per avere benefici?

«Le sedute vengono effettuate generalmente a cadenza mono-bisettimanale. Essendo la Cranio-Sacrale basata sul principio di lanciare un messaggio di autoguarigione, è importante lasciargli il giusto tempo per integrare l’input e ristabilire un nuovo equilibrio: questo processo è individuale e varia da persona a persona. Il numero di sessioni necessarie è direttamente proporzionale alle condizioni fisiche/emotive della persona e varia molto a seconda che il disagio sia in fase acuta o cronica: quest’ultima in genere necessita di un numero maggiore di sessioni per ottenere dei buoni risultati».

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