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Vaira Prash, la forza del benessere

È il rimedio più antico e autorevole per favorire energia del corpo e lucidità della mente

di Vaidya Swami Joythimayananda

 

Vaira Prash 1È uno dei prodotti più antichi utilizzati in Ayurveda: la sua ricetta, che nel tempo non ha praticamente subito variazioni, ha circa 3000 anni di vita. Questa longevità è testimone della estrema qualità del prodotto e dei suoi numerosi benefici: il Vaira Prash (nome originario Chayavanaprash) ha infatti qualità specifiche di antiossidante (Rasayana), e ha la capacità di rafforzare il nostro sistema immunitario prevenendo infezioni comuni quali tosse e raffreddore; è molto utile anche per prevenire e curare la candida e per sostenere l’organismo quando è sottoposto a momenti di forte stress. All’aspetto, si presenta come una pasta che ha la consistenza simile a quella di una marmellata. Assumendo regolarmente questo tonico, nel tempo si favoriscono l’energia del corpo e la lucidità della mente, con l’effetto di rafforzare l’autostima e prevenire sbalzi d’umore.

Tra le qualità del Vaira Prash c’è inoltre quella, non trascurabile, di essere costituito solamente da elementi naturali. Tra i circa 60 ingredienti naturali che lo compongono, infatti, sono presenti quasi esclusivamente erbe. Tra cui polpa di frutta di Amalaki (Emblica officinalis), una delle piante più comunemente utilizzate nella tradizione medica orientale poiché ricca di sostanze antiossidanti; Guduchi (Tinospora cordifolia), erba che agisce direttamente su tutti gli elementi del tessuto del corpo, particolarmente nota per avere proprietà immunostimolanti (in sanscrito il suo nome significa non a caso “colui che protegge il corpo”); e ancora mandorle, ghee gruta, zenzero, ashwagandha, triphala, miele e zucchero di canna. Questa ricca miscela di ingredienti fa sì che il Vaira Prash contenga tutti i cinque gusti teorizzati in Ayurveda (dolce, aspro, pungente, astringente, amaro), rendendolo un prodotto completo a tutti gli effetti. In India milioni di persone usano abitualmente il Chayavanaprash, o Vairaprash (nella formula specifica elaborata da Swami Joythimayananda): viene somministrato ai bambini per crescere, agli adolescenti per favorire sicurezza in se stessi e concentrazione, alle donne per rendere le proprie arti- colazioni più sciolte, all’uomo per rafforzare la propria struttura muscolare.

 

Istruzioni per l’uso

Vaira Prash 2Si può assumere un cucchiaino di Vaira Prash tre volte al giorno: da solo o accompagnato con un po’ di latte o con un pezzetto di pane. In inverno si consiglia di bere un bicchiere di latte caldo dopo aver consumato il Vaira Prash, mentre in estate è meglio assumerlo con latte a temperatura ambiente. Secondo l’Ayurveda il latte è infatti il nutrimento sattvico (cioè puro) per eccellenza, veicolo primario, che ha il compito di far penetrare nelle cellule le sostanze contenute all’interno dei prodotti terapeutici, potenziandone gli effetti positivi. Nelle cerimonie sacre, questo tonico viene generalmente assunto mescolato con foglia d’oro (alimentare), minerale che ha tra le sue qualità specifiche quella di rinforzare il cuore e le articolazioni e di favorire la lucidità della mente.

 

Un composto che nasce da una storia d’amore

Vaira Prash 3In un racconto che risale a 3000 anni fa si può leggere un riferimento diretto alla preparazione del Chayavanaprash: un rishi stava meditando nella giungla da diverse settimane, ma un giorno la principessa del regno passò proprio davanti a quel luogo e, vedendo quell’uomo magro e consumato dalla lunga meditazione, si innamorò di lui, quindi chiese a suo padre, il Re, di poterlo sposare. Il Re acconsentì, ma disse alla principessa di portare quell’uomo al castello per rimettere in buone forze il suo corpo. Quando il rishi arrivò a corte, i medici ayurvedici gli somministrarono un rimedio che avevano preparato appositamente per lui e che, nel giro di pochi mesi, gli permise di riacquistare tono muscolare, luminosità della pelle e forza. Quell’uomo si chiamava Chayavana Maharishi e fu in suo onore che il rimedio venne chiamato, appunto, Chayavanaprash (dove prash significa “pasta”).

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