Home / Insegnanti  / Deepak Chopra: la mia Formula per la Vita

Deepak Chopra: la mia Formula per la Vita

La felicità è un bene di tutti e non è lontano come sembra: a colloquio con Deepak Chopra

di Bice Mattioli

 

Deepak ChopraParla in maniera fluida, passando con semplicità da battute ironiche a frasi illuminanti. Sono frequenti anche citazioni che collegano antica saggezza orientale e letteratura occidentale dell’Ottocento. Così si mostra Deepak Chopra, il famoso medico (alternativo, come ama definirsi), al centro dell’attenzione negli ultimi 20 anni per le sue riflessioni, tradotte in libri di grande successo, sulle regole auree della vita, sulla guarigione, sulla pace interiore, sulla felicità. È il fondatore di “The Chopra Foundation”, un laboratorio per un confronto dialettico tra scienza e filosofia, per «creare una massa critica di intellettuali e scienziati uniti nella definizione di nuovi paradigmi di pensiero. Perché il benessere e la pace siano uno stile di vita per tutti». È ora uscito anche in Italia il suo ultimo lavoro, “Super Brain”, scritto con Rudolph E. Tanzi, docente e ricercatore di neurologia e genetica ad Harvard. Già questa, di per sé, è una notizia e una domanda: come mai un medico (di spirito olistico), scrittore, ricercatore sul tema del benessere multiforme, che ha avvicinato tanti lettori alla spiritualità e alla consapevolezza, condivide questo libro con un neurologo, un genetista? «È il frutto di un aggiornamento del mio linguaggio e del mio confronto con il mondo. Non rinnego i principi del pensiero di cui ho scritto in passato. È solo una cornice differente in cui inquadrare la validità scientifica del tema della coscienza».

 

Yoga Journal: Già, ma il nuovo libro si chiama “Super Brain”. Allora il cervello è la coscienza?

Deepak Chopra: No, non sono la stessa cosa, la coscienza non è in un luogo preciso e il cervello è soltanto un suo veicolo. Nella loro migliore definizione sono complementari.

 

Ma come si fa a fare ricerche scientifiche sulla coscienza?

La scienza ha adottato prevalentemente il paradigma di osservare la materia, supponendo che l’universo e il mondo siano realtà separate da noi. Ora, se il campo di osservazione è la realtà, va precisato che la materia dell’universo da osservare è formata per il 70% da energia oscura, e per il 29% da materia invisibile (non ci sono atomi e nulla interferisce con la luce). La chiamiamo “materia” ma in realtà è una sorta di vuoto che crea spazio ed è formata da materia oscura. Solo lo 0,5% dell’universo è formato da atomi di polvere interstellare (elio e idrogeno, non ancora divenuti stelle). Di questa parte, è misurabile e visibile soltanto lo 0,01%: atomi e particelle che una volta osservati diventano onde. Dunque l’universo è fatto di vuoto e noi veniamo dal nulla: e quindi, cosa stiamo osservando? Dobbiamo osservare ciò che crea la realtà: ovvero la nostra coscienza. Questa trasforma l’immagine di un fiore in reazione chimica, crea odore, colore, emozioni. Il cervello è infine una modulazione della coscienza e della realtà che conosciamo.

 

Deepak Chopra _ dessert cosmicoQuindi l’universo da indagare è la coscienza?

Esattamente. Ogni coscienza ha una sua realtà ed è in divenire. L’indagine avviene sulla creazione della materia da parte della mente. Lo scopo del libro, infatti, è esplorare l’interconnessione mente e cervello (super brain), l’interruttore per accedere alla costruzione della realtà. È la connessione di milioni di neuroni in decine di migliaia di sinapsi creata dai nostri geni e formati dalla nostra esperienza.

 

Mi faccia un esempio.

L’esperienza dell’amore, della pace e della compassione attiva zone del cervello che producono agenti chimici come l’ossitocina, che è alla base nei processi di omeostasi, per l’autoguarigione; mentre la rabbia e il risentimento generano cortisolo, che crea inefficienze nel processo funzionale dell’organismo, e quindi anche della realtà.

 

A cosa porta tutto questo?

A reinventare la nostra visione dell’anatomia. Il corpo non è più una struttura, ma un processo. È un campo d’informazione ove si interconnettono tra loro relazioni, emozioni, malattia o benessere, creando realtà. Quindi cambiando la struttura e l’atteggiamento mentale, si può cambiare o ottimizzare la struttura spirituale e fisica del benessere. La meditazione, l’educazione, anche la percezione della morte, concorrono a definire il senso di benessere. Siamo nel campo ove la trasformazione e l’adattamento del sistema nervoso (la neuroplasticità) fanno da perno a una coscienza più elevata.

 

Quindi lo stato di benessere non è da considerare in chiave: “sto bene o male, ho in corso malattie o meno”?

Il concetto di benessere è molto più ampio e ritengo che tenerne conto cambierà nel futuro l’atteggiamento politico e sociale delle nazioni. Il benessere è un complesso e intricato equilibrio di 5 grandi macro fattori che a loro volta si suddividono in altri aspetti. Il lavoro e la carriera (e i relativi stress e riconoscimenti); l’attività e il network sociale (per condividere e arricchirsi di emozioni); la condizione fisica (la qualità di nutrizione, sonno /veglia, esercizio fisico, yoga, Pranayama, meditazione); lo stato finanziario e l’atteggiamento verso esso; la propria interconnessione con la comunità. Questa qualità di benessere è un segnale importante per scelte politiche che diano vita a una crescita di pace e alla consapevolezza di un Paese.

 

Deepak Chopra struttura mentale e spiritualeTornando alla coscienza e al “super brain”, come collega il suo nuovo lavoro all’ormai classico ”Le 7 chiavi della felicità”?

Li definisco l’equazione che descrive gli elementi fondanti della felicità, dopo anni di ricerche svolte anche con molti neuroscienziati: F= S + C+ A. Non è una formula solamente concettuale, ma è anche quantificabile, rispetto ai suoi fattori.

S – Set Point Cerebrale. È l’atteggiamento che una persona ha di fronte a un evento. Ad esempio, vedi il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Anche se siamo condizionati dall’ambiente circostante, dalla nostra educazione, o dalla tradizione culturale, possiamo cambiare il livello e la qualità di questo fattore. Così come spiego nel nuovo libro, l’indagine sulla coscienza crea una qualità di realtà migliore. Lo yoga (con la meditazione), ad esempio, è la scienza per navigare nella coscienza. Questo fattore pesa per il 50% sulla capacità di essere felici.

C – Condizioni e Stili di vita. Includono lo stato finanziario, la qualità delle relazioni e della salute. Sei finanziariamente stabile? Come è la tua relazione affettiva? Le relazioni tra amici e parenti, la tua rete di conoscenze sociali? Hai recentemente sofferto o soffri di qualche malattia? Poiché questo fattore è costantemente in evoluzione, non ha un profondo impatto sulla capacità di essere felici. Puoi vincere la lotteria e goderne per un bel pezzo, ma alla fine torni allo stesso livello di struttura mentale (set point) dell’inizio, non cambia il tuo modo di pensare. Il suo peso è circa il 7-12% dell’equazione.

A – Attività Volontarie. Sono le attività che svolgi intenzionalmente. Ce ne sono di due tipi che influenzano la felicità. La prima include attività quotidiane che portano felicità immediata, come il sesso, il buon cibo, lo shopping, godersi un proprio interesse, ma esse svaniscono dopo 24 ore. Le seconde comprendono scelte che danno una realizzazione più significativa, come un atto creativo, ad esempio. Quando dai un significato alle azioni della tua vita hai una felicità di più lunga durata: rendere qualcuno felice, occuparsi di lui, ascoltarlo, donare qualcosa, sono scelte che hanno un fortissimo impatto sulla felicità. Questo fattore conta almeno per il 40%. Se ne deduce che gran parte della felicità, e quindi anche del nuovo concetto di benessere, non viene da fonti esterne, quanto da una coscienza più elevata. Ovvero dal “super brain”.

 

Deepak Chopra _ coscienzaLa sua professione di divulgatore la porta a continui viaggi nel mondo, conferenze, libri, ricerche da svolgere, contatti e relazioni, formazione. Come fa a mantenere tutto in equilibrio?

Medito ogni giorno, pratico yoga, anche se quando sono in viaggio solo per 20 minuti. Poi quando torno a casa frequento delle scuole di yoga. Continuo la mia esperienza di medico, perché è da lì che è nata la mia vocazione per la divulgazione e mi piace mantenere il contatto clinico. Lo stimolo per la formula della felicità nasce da una mia costante curiosità nei confronti dei pazienti. Alla domanda “Ma tu perché vuoi guarire?”, molti danno delle risposte superficiali: “devo fare, non voglio ammalarmi, devo lavorare“. In realtà, anche guarendo dal sintomo, sarebbero in grado poi di essere felici? E qui torna il tema della coscienza e della propria percezione del mondo.

 

 

 

 

ARTICOLI CORRELATI

Incontro con il fondatore della Mindfulness

L'abbraccio è il suo strumento per cambiare il mondo, per portare amore e speranza a tutti che vogliono accoglierla

Lo yoga non deve essere vissuto come un dogma, ma è una via per conoscere Sé stessi

LINK SPONSORIZZATI
POST TAGS:
NO COMMENTS

Sorry, the comment form is closed at this time.