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Il nuovo numero di maggio

Saper stare con la propria mente

STABILE E CONFORTEVOLE

Una volta, un mio amico mi disse: “Quando esco da una lezione di yoga mi sembra di camminare come un re”. Che cosa rende unica quella sensazione di integrazione e di totale presenza a cui tentiamo di aggrapparci nelle ore e nei giorni successivi, via via che scivola via come gocce su una finestra? Ci sarà un modo di farla permanere un po’ più a lungo?

 

Prima di tutto occorre non attaccarsi a nulla e stare in un continuo presente. In secondo luogo, addestrarsi ad un radicamento confortevole, ove contemplare la presenza. È il tema di questo mese, che affrontiamo in vari punti del giornale. Prima di tutto nell’anteprima di un seminario (vedi pag. 26) su questo argomento che Yoss Giancarlo Miggiano e Alberto Simone terranno a giugno: la pratica yoga classica viene integrata da uno yoga informale ed esperienziale, per sedimentare quella sensazione di integrità fuori dal tappetino (servizio a pag. 34).

 

Una convinzione fondamentale nello yoga è che citta, la mente, sia naturalmente pacifica. Purtroppo non è così; la mente è naturalmente ruminante e all’erta, preda di vortici (vritti). Per la nostra sopravvivenza è giusto così; per la nostra evoluzione forse un po’ meno. A pag. 28, Rita Deshpande ci aiuta a definire i vari strati della mente /cervello nella filosofia yoga per comprendere che cosa accade quando siamo in uno stato di presenza nell’asana e come fluisce la nostra propriocezione.

 

Un altro punto di entrata nel mood dello yoga è la relazione uomo – cane, attraverso un approccio Mindfulness elaborato da Angelo Vaira. Formatore di istruttori cinofili, autore e praticante buddhista, ci offre la possibilità di apprendere dai nostri animali la semplice prospettiva che “oltre il fare  c’è il fatto stesso di esistere”. È questa la loro fonte di gioia. Intervista a pag. 44.

 

L’asana – la posizione e la sua esecuzione – è una metafora per sentire e apprezzare tutto ciò che è intorno a noi. Questo ci renderà stabili e confortevoli.

Namastè

Guido Gabrielli

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