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Dolce risveglio

Sperimenta pace e armonia fin dalle prime ore del giorno

di Rita Spangaro

 

Stanchezza, senso di oppressione, ansia per gli impegni della giornata. Se poi fuori piove e fa freddo, una vena di malumore ci attanaglia già di prima mattina e il suono della sveglia diventa un incubo. Ma il rimedio c’è e viene dall’Ayurveda. Secondo la medicina indiana, infatti, il segreto sta nel modificare per gradi la propria routine mattutina rendendo il momento del risveglio il più naturale e dolce possibile. Come? Con una sequenza di regole, atteggiamenti mentali e piccoli gesti che aiutano a sincronizzare l’orologio biologico interno con l’energia solare e a stabilire fin dalle prime ore della giornata l’equilibrio adatto alla propria costituzione, vata, pitta o kapha. Le prime attività del mattino, suggerisce l’ayurveda, influenzano l’andamento di tutta la giornata. Chi ben comincia, dunque, è già a metà dell’opera.

 

Prima dell’alba

Nessun problema per chi ha un bioritmo da “allodola”, qualche difficoltà in più per chi è un “gufo” incallito. Per allineare il proprio organismo con i ritmi della natura, infatti, l’ayurveda indica come momento migliore per aprire gli occhi quello che precede l’alba, ore in cui la natura intera si risveglia e l’elemento dominante vata è pervaso da sattva, o energia pura, capace di infondere dinamismo, lucidità e prontezza. Dopo il sorgere del sole è kapha a prevalere, con le sue qualità di lentezza e pesantezza. «Ogni orario ha la sua influenza doshica che influenza il funzionamento del nostro organismo durante la giornata -spiega Antonio Morandi, neurologo esperto di medicina ayurvedica e direttore della clinica Ayurvedic Point a Milano- L’orario indicato nei testi, tra le tre della notte e le sei del mattino, il tempo del Dio Brahma, sarebbe quello più adatto per godere appieno dell’energia e della benedizione del nuovo giorno. Tuttavia, per conciliare un adeguato risveglio con i nostri tempi, possiamo prendere come riferimento le prime luci dell’alba». Fondamentale, naturalmente, andare a dormire presto, programmando un numero adeguato di ore di sonno.

 

Con gentilezza

Meglio evitare una ripresa immediata delle attività quotidiane. «Un bellissimo modo per iniziare la giornata è quello di aprire le finestre e tornare subito a letto sotto le coperte -dice Simona Vignali, naturopata, insegnante di Ayurveda e massaggio ayurvedico alla Scuola Integrata di Massaggio Ayurvedico di Milano- Si eseguono dieci respiri profondi pensando di inspirare energia fresca ed espirare tutta la stanchezza residua». Ci si pone poi in ascolto delle sensazioni del corpo e della mente, anche in relazione ai sogni appena fatti, e si esamina il proprio atteggiamento nei confronti della giornata in arrivo. Nonostante si possano prevedere difficoltà o momenti poco piacevoli, si producono pensieri benevoli e positivi verso se stessi e verso gli altri, tenendo ben presente il proprio ruolo nell’universo. Prima di lasciare il letto, si recita anche una preghiera, densa di gratitudine e di amore. Se è vero che diventiamo ciò che pensiamo, infatti, è bene coltivare da subito buoni pensieri.

 

Pulizia profonda

Dopo un saluto davanti allo specchio per esprimere amore e rispetto verso se stessi, ci si dedica all’igiene personale. «È importante, appena alzati, sciacquare bene la bocca -spiega Simona Vignali- per non ingerire le tossine che si sono stratificate nel cavo orale durante la notte». Chi ha qualche minuto in più a disposizione, può pulire la lingua con un raschietto, massaggiandola dalla radice alla punta, in modo da stimolare anche gli organi interni a essa collegati. «Poi -consiglia l’esperta- si beve un bicchiere di acqua tiepida con un cucchiaino di miele e un goccio di limone, per favorire il metabolismo, l’attività gastrointestinale ed eliminare così le impurità del tratto digestivo». Chi lo desidera prosegue con un breve automassaggio del corpo o del solo capo con olio di sesamo. «L’oleazione -prosegue Morandi- si esegue con movimenti longitudinali sulle ossa lunghe e rotatori sulle articolazioni. Sarebbe bene dedicare almeno un giorno a settimana a una pratica completa, ma se abbiamo poco tempo è sufficiente, ogni mattina, avere cura di massaggiare alcuni punti come orecchie, la sommità del capo (Brahma Randhra), narici, ombelico, ano e genitali». A seguire, una doccia calda energizzante e purificante, utile anche a rimuovere l’unto in eccesso e le tossine affiorate in superficie dopo il massaggio. Largamente condivisa dall’Ayurveda contemporaneo è poi la pratica di tecniche del respiro. «Si esegue Jala Neti, ossia la pulizia profonda delle fosse nasali con acqua tiepida e sale, e quindi si procede con alcuni respiri vigorosi atti ad asciugare le narici -chiarisce Morandi- Poi si passa ad una tecnica di pranayama indicata per ciascuna tipologia costituzionale. Per una pratica quotidiana adatta a tutti può andare bene il respiro a narici alternate per riequilibrare il prana e mantenere libere le nadi».

 

Si mangia

Ultimo momento della routine ayurvedica mattutina è la colazione. «È importante specificare -conclude Morandi- che non tutte le costituzioni necessitano di colazione al mattino e che in alcune situazioni di digezione alterata il pasto mattutino è addirittura controproducente. Per i casi in cui la colazione è indicata, l’Ayurveda consiglia l’assunzione di cibi semplici, leggeri e non necessariamente dolci. Pane tostato, miele, ghee, marmellata, frutta sono tipici alimenti di una colazione generica, accompagnati da tè o latte caldi oppure spremuta di frutta». Da escludere cibi conservati artificialmente, troppo dolci o troppo unti.

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