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L’abitudine a giudicarci e paragonarci

di Maria Beatrice Toro

Demone del Paragone

Impossibile sfuggirgli, ma pensaci un attimo, ne hai davvero bisogno?

La tendenza a giudicarci 
e paragonarci è presente anche nella vita di tutti
i giorni, quando vediamo qualcuno e “prendiamo le misure”, ovvero vediamo i suoi pregi (o difetti) e ci chiediamo se sia migliore di noi (provando ammirazione, o talvolta frustrazione e invidia) oppure se siamo migliori noi, magari non in generale, ma su un determinato tratto. Se siamo insicuri del nostro aspetto fisico, tenderemo
 a paragonarci su questo, cercando di rassicurarci; se siamo più concentrati sulla nostra posizione sociale, o sulla bravura nel meditare, o sul nostro livello culturale, ci paragoneremo su questi
e altri mille aspetti dell’identità.

 

Il problema è che non possiamo essere migliori degli altri in tutto
 e che, comunque, sentirci migliori (o, anche, molto peggiori) ci rende più soli e disconnessi. all’inizio nutrirci esclusivamente di risultati e successi può essere gratificante, per i fortunati che ci riescono, ma ci porta a seguire tabelle
di marcia che nulla hanno a che fare con i nostri bisogni e desideri più autentici .

Pratica

VEDERTI PER QUELLO CHE SEI

1) Scrivi le cose, che ti vengono in mente, per cui ti vedi al di sopra della media. Ne bastano cinque o sei

 

2) Scrivi le cose per cui sei nella media

 

3) Scrivi le cose per cui ti senti inferiore alla media

 

4) Ora rileggi quello che hai scritto: puoi accettarlo?

 

Guarda ciò che hai scritto e diventa consapevole della vasta gamma di qualità e mancanze che fanno parte di te in quanto essere umano. Essere umani non può voler dire essere sempre migliori degli altri, anzi, probabilmente siamo tutti nella media per la maggior parte delle cose che ci vengono in mente.

 

Scegliamo, allora di mettere un po’ da parte il giudizio e il paragone e impegniamoci a trovare dei criteri tutti nostri su cui basarci per sapere se quello che stiamo facendo è salutare per noi: possiamo scegliere di basarci sui nostri bisogni, sui nostri desideri, sui nostri valori. Insomma, su criteri “interni”, piuttosto che sul criterio esterno del paragone. Questo ci può aiutare a celebrare la nostra vita in tutta la sua abbondanza, ricchezza, varietà, piuttosto che sclerotizzarci su una o due caratteristiche che desideriamo e una o due tremende paure di possedere caratteristiche che non vanno bene…

in questo numero Aprile 2021.

Disponibile online su shop.yogajournal.it

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